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La Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale

Bologna, 31.5.2018

Oggi a Bologna abbiamo firmato la “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano”.   Si tratta del primo accordo europeo sul tema del delivery food.   La Carta nasce dalle rivendicazioni di Riders Union di Bologna che durante gli scioperi di Dicembre sono stati accolti dal Sindaco di Bologna, Virginio Merola, e dall’assessore Matteo Lepore. Ne è conseguita un’udienza conoscitiva, promossa dai consiglieri comunali di Bologna, cui hanno partecipato i riders, le organizzazioni sindacali confederali ed alcune rappresentanze delle piattaforme digitali per assumere elementi conoscitivi sul funzionamento della Gig economy nella consegna di cibo a domicilio nel territorio bolognese.   Appena nominato Assessore della Giunta di Bologna con delega al lavoro ed alle attività produttive ho scelto di impegnarmi in questa causa per questi ragazzi, per ciò che sono e per ciò che rappresentano nel mondo del lavoro. Per me i riders, prima di essere ciclisti, sono lavoratori. Ho incontrato in varie occasioni i riders per ascoltare attentamente le loro richieste.   Successivamente ho proposto un incontro con altri assessori della Giunta (Lepore, Priolo e Aitini) coinvolgendo Riders Union e i sindacati di Cgil, Cisl e Uil, proponendo una bozza della Carta che traeva ispirazione da una proposta di direttiva europea sui contratti non standardizzati e dai contributi di un giovane dottore di ricerca dell’Università di Bologna, il dott. Michele Forlivesi, che aveva scritto diversi contributi sul tema della Gig economy.   Dalla bozza della Carta è nata un’intensa negoziazione con tutte le piattaforme digitali che operano su Bologna. E’ stata una trattativa complessa e sfidante in cui la bozza si è via via arricchita con i contributi e le riflessioni di tutte le piattaforme.   L’obiettivo della Carta è quello di promuovere la crescita dell’economia digitale, individuando standard minimi di tutela per i lavoratori.   Perché dover aspettare che qualcuno si faccia male prima di poter intervenire?   Se gli algoritmi delle piattaforme sono la modalità in cui si organizza il lavoro nel delivery food, le strade delle nostre città sono il luogo in cui di giorno e di notte quel lavoro si esercita.   La Carta non incide nella qualificazione giuridica del rapporto di lavoro, ovvero se si tratti di lavoro subordinato o autonomo. Questo spetta alle parti contrattuali, al legislatore nazionale e alla giurisprudenza stabilirlo. Ma perchè dover aspettare una nuova normativa nazionale o intasare i tribunali di ricorsi, quando possiamo individuare insieme, al livello di accordo territoriale, standard minimi di tutela per i lavoratori?   Questo è lo spirito con cui ci siamo mossi qui a Bologna.   La firma della Carta con i riders, le organizzazioni sindacali e le prime due piattaforme di Sgnam e MyMenu che hanno deciso di sottoscriverlo è un primo passo importante.   Non è solo una Carta di principi. Sgnam e MyMenu (entrambe piattaforme digitali italiane e questo credo che abbia avuto un certo peso perché i giovani proprietari non hanno dovuto chiedere autorizzazioni alla firma da parte delle multinazionali che hanno sedi in altri Paesi) hanno scelto con coraggio di sottoscrivere la Carta, di fondersi insieme e di redigere i nuovi contratti anche alla luce dei principi e delle disposizioni contenute nella Carta che riguardano un compenso fisso minimo che sia equo e dignitoso, doveri di informazioni, obblighi assicurativi per i lavoratori e collaboratori digitali nonché per i terzi, libertà sindacali, la tutela della privacy ed il trattamento dei dati. Una decisione che ora impatterà sulle condizioni di lavoro di 300 riders in tutta Italia, di cui almeno 200 operanti nel territorio di Bologna.   Questo è un primo passo.   E’ un primo passo perché ora ci impegneremo a chiederemo che anche le altre piattaforme la sottoscrivano, facendo leva sul consumo responsabile che individua misure premiali per le piattaforme che l’hanno sottoscritta e misure che disincentivino comportamenti in contrasto con i principi della Carta.   E’ un primo passo perché chiederemo di estendere la Carta di Bologna a tutte le altre città italiane per garantire standard uniformi di tutela dei lavoratori digitali.   E’ un primo passo perché ci impegneremo ad estendere ad altri settori dell’economia (logistica, trasporti, turismo, etc) o della Gig economy (montaggio di mobili, baby-sitting, dog-sitting, etc.) dove in futuro si useranno sempre di più le piattaforme digitali per organizzare l’erogazione delle prestazioni.   Credo infine che la Carta di Bologna possa essere un primo passo utile per promuovere una nuova cultura del lavoro digitale in Italia ed in Europa.   Per me è stata un’esperienza molto importante che, anche in momenti delicati come quello che stiamo attraversando in questa difficile situazione politica nazionale ed europea, mi ha aiutato sempre a ricordarmi di quanto può essere bella la politica quando ascolta i problemi delle persone e promuove soluzioni concrete per i cittadini, dentro un quadro di valori e principi che possono adattarsi senza piegarsi davanti alle profonde sfide della trasformazione digitale che sta attraversando l’economia ed il mondo del lavoro.  

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CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DEL LAVORO DIGITALE 

NEL CONTESTO URBANO

31 Maggio 2018

di Marco Lombardo

Sara, Alfonso e il SenzaNome. Esempi Civili Bolognesi!

Loro si chiamano Sara Longhi, 38 anni e Alfonso Marrazzo, 36 anni. Sono stati nominati dal Presidente Mattarella, Cavalieri dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

A Bologna sono noti per essere i fondatori del bar "Senza Nome" che ha la funzione di far interagire i sordi con gli udenti, contribuendo a facilitare l’integrazione e il confronto e allo stesso tempo promuovere la lingua dei segni italiana.

Il “Bar senza nome” situato nel centro di Bologna, oggi è considerato un riferimento per molti sordi di tutta Italia. A servire la clientela sono dei ragazzi sordi.

In questo spazio “speciale” non sono i non udenti a doversi sforzare per farsi capire, ma sono gli udenti a dover provare a utilizzare nuove forme di comunicazione per entrare in contatto con baristi e camerieri.

Il riconoscimento è stato attribuito "per il loro esemplare contributo alla conoscenza delle diversità e alla promozione di una cultura di reale inclusione e dialogo".

Da oggi sono “esempi civili” insieme ad altre 34 persone a cui è stata conferita l’onorificenza dal Presidente della Repubblica per essersi distinti per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Questi sono gli “esempi civili” da seguire e di cui andare orgogliosi!

29 Dicembre 2020

di Marco Lombardo

Patrick Zaki cittadino onorario di Bologna

Dall'11 gennaio Patrick Zaki è un cittadino onorario di Bologna.

Per molti di noi, Zaki era già bolognese.

È bolognese chi nasce a Bologna. 

E' bolognese chi sceglie di vivere nella nostra città.

É bolognese chi studia nelle nostre scuole e chi fa ricerca nella nostra Università.

É bolognese chi, in nome di quella ricerca, persegue la libertà e la tutela dei diritti umani.

E’ bolognese chi, in nome di quella ricerca della libertà e della tutela dei diritti umani, viene perseguitato.

Patrick Zaki non è andato all’estero per insultare il suo Paese d’origine, l’Egitto. Patrick Zaki è venuto a Bologna per studiare, scoprire e comprendere il mondo che lo circonda, come tanti ragazzi e ragazze della sua età che convergono a Bologna da tutti gli angoli del mondo.

Da oggi Zaki è un cittadino onorario della nostra comunità.

Spero che tante altre città italiane vogliano seguire l’esempio di Bologna nel riconoscimento della cittadinanza onoraria per mantenere accesso il faro mediatico sulla vicenda di Patrick Zaki e continuare a lottare per la sua liberazione al fianco di tante associazioni come Amnesty International impegnate per la tutela dei diritti umani.

Spero che il Governo italiano faccia tutto quanto nelle proprie facoltà per impegnarsi nella liberazione immediata di Patrick Zaki.

Per lui e per quanti come lui vivono sulla loro pelle il dramma di un’ingiusta detenzione.

La libertà di Patrick Zaki è la nostra libertà.

 

 

12 Gennaio 2021

di Marco Lombardo

Cassa Integrazione e Blocco Licenziamenti vanno prorogati

 La CIG e il blocco dei licenziamenti hanno consentito di salvare 600.000 posti di lavoro in Italia. Pensare di non prorogare queste misure alla scadenza di fine marzo sarebbe irragionevole.

Per prevedere un allentamento di queste misure è necessario che la fase emergenziale si concluda e venga precedentemente definito un piano shock di rilancio dell’economia e del lavoro, con particolare attenzione ai settori più colpiti dalla pandemia. Se così non fosse a subirne le conseguenze più gravi sarebbero ancora una volta le fasce più giovani e le donne, in grande numero impiegate in settori come la ristorazione, la ricezione alberghiera, l’abbigliamento ed altri settori duramente colpiti che non si riprenderanno se non quando sarà finita la pandemia.

L'impegno preso pochi giorni fa dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo è un primo importante passo avanti verso questa direzione.

É importante che la rielaborazione del piano nazionale di ripresa e resilienza non sia adottato dal Consiglio dei Ministri per rispondere agli appetiti dei partiti sul rimpasto di governo, ma per affrontare la riduzione delle diseguaglianze, avendo le donne ed i giovani come priorità trasversali. Non si puo' piu' procedere per bonus e ristori e soprattutto non possiamo permetterci che una volta arrestata l’ondata del contagio, si apra una nuova ondata di crisi economica e occupazionale per il nostro Paese.

 

8 Gennaio 2021

di Marco Lombardo

Sara, Alfonso e il SenzaNome. Esempi Civili Bolognesi!

Loro si chiamano Sara Longhi, 38 anni e Alfonso Marrazzo, 36 anni. Sono stati nominati dal Presidente Mattarella, Cavalieri dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

A Bologna sono noti per essere i fondatori del bar "Senza Nome" che ha la funzione di far interagire i sordi con gli udenti, contribuendo a facilitare l’integrazione e il confronto e allo stesso tempo promuovere la lingua dei segni italiana.

Il “Bar senza nome” situato nel centro di Bologna, oggi è considerato un riferimento per molti sordi di tutta Italia. A servire la clientela sono dei ragazzi sordi.

In questo spazio “speciale” non sono i non udenti a doversi sforzare per farsi capire, ma sono gli udenti a dover provare a utilizzare nuove forme di comunicazione per entrare in contatto con baristi e camerieri.

Il riconoscimento è stato attribuito "per il loro esemplare contributo alla conoscenza delle diversità e alla promozione di una cultura di reale inclusione e dialogo".

Da oggi sono “esempi civili” insieme ad altre 34 persone a cui è stata conferita l’onorificenza dal Presidente della Repubblica per essersi distinti per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Questi sono gli “esempi civili” da seguire e di cui andare orgogliosi!

29 Dicembre 2020

di Marco Lombardo

Il Progetto Med-Villes

Il 15 dicembre 2020 si è concluso il “progetto Med-Villes, città inclusive e sostenibili per il dialogo euro-mediterraneo”.

Un progetto strategico, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, che ha coinvolto 9 partners in questi 12 mesi e che è andato avanti, nonostante le restrizioni dovute alle misure anti-covid19.

Il progetto ha riguardato la formazione, lo scambio di buone pratiche tra gli enti locali, i processi partecipativi, il marketing territoriale, il sostegno a 14 attività economiche tra Italia, Marocco e Tunisia.

Un progetto che ha costituito anche la base per proseguire con le nostre attività istituzionali, attraverso la formalizzazione e la sottoscrizione di due patti di collaborazione tra il Comune di Bologna, le città di Meknes (Marocco) e Kef (Tunisia).

Con queste azioni si rafforza la visione euromediterranea di Bologna nella consapevolezza che il Mediterraneo non è solo un concetto geografico, ma un tessuto connettivo, un luogo identitario e comunitario: il processo di rilancio delle politiche euromediterranea non può essere calato dall’alto, ma deve avvenire sempre di più con il coinvolgimento dal basso di relazioni tra le città, le università, le imprese, le cooperative e la società civile.

Le città possono essere ambasciatori di ponti e dialogo tra le comunità per favorire l’apertura, l’inclusione e la sostenibilità tra le sponde del mediterraneo.

Grazie a: Comune di Bologna - Relazioni Internazionali Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Cefa- Il seme della solidarietà- Onlus, COSPE onlus, Associazione Sopra i Ponti Nexus, WeWorld Onlus, Centro Interculturale Zonarelli Bologna, Rete Italiana per il Dialogo Euro-mediterraneo-Capofila Rete Italiana ALF, Geopolis - Limes Club Bologna, Lucia Fresa, Dino Cocchianella, Federico Petroni, Yoann D'alessandro

 

15 Dicembre 2020

di Marco Lombardo

Sara, Alfonso e il SenzaNome. Esempi Civili Bolognesi!

Loro si chiamano Sara Longhi, 38 anni e Alfonso Marrazzo, 36 anni. Sono stati nominati dal Presidente Mattarella, Cavalieri dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

A Bologna sono noti per essere i fondatori del bar "Senza Nome" che ha la funzione di far interagire i sordi con gli udenti, contribuendo a facilitare l’integrazione e il confronto e allo stesso tempo promuovere la lingua dei segni italiana.

Il “Bar senza nome” situato nel centro di Bologna, oggi è considerato un riferimento per molti sordi di tutta Italia. A servire la clientela sono dei ragazzi sordi.

In questo spazio “speciale” non sono i non udenti a doversi sforzare per farsi capire, ma sono gli udenti a dover provare a utilizzare nuove forme di comunicazione per entrare in contatto con baristi e camerieri.

Il riconoscimento è stato attribuito "per il loro esemplare contributo alla conoscenza delle diversità e alla promozione di una cultura di reale inclusione e dialogo".

Da oggi sono “esempi civili” insieme ad altre 34 persone a cui è stata conferita l’onorificenza dal Presidente della Repubblica per essersi distinti per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Questi sono gli “esempi civili” da seguire e di cui andare orgogliosi!

29 Dicembre 2020

di Marco Lombardo

Provaci ancora, Frank!

 La sentenza del Tribunale di Bologna ha riconosciuto il carattere discriminatorio della condotta di Deliveroo, per il sistema di prenotazione dei turni adottato nell’app con cui gestiva i rider.

Tutte le volte che i giudici (italiani ed europei) emanano una sentenza sull’economia degli algoritmi, cerco sempre di rileggere la #CartadiBologna (il primo accordo metropolitano sulla #Gigeconomy firmato in Italia) per vedere se l’avevamo previsto.

E’ stato così per le ordinanze sui dispositivi di sicurezza che le piattaforme dovevano garantire ai lavoratori durante la pandemia (vedi articolo 6 della Carta).

E’ così anche per la discriminazione dell’algoritmo “Frank” di Deliveroo.

Non esiste la neutralità degli algoritmi!

C’è un’abbondante letteratura scientifica ed economica che spiega perché non ci sia nulla di neutrale.

Non prendiamocela con il “povero” Frank. Non è l’algoritmo in sè ad essere discriminatorio. E’ chi l’ha pensato e programmato.

A discriminare non è l’intelligenza artificiale dell’algoritmo; sono i fondatori (quasi mai italiani) delle piattaforme (quasi tutte straniere) che hanno chiesto ad abili programmatori informatici di costruire l’algoritmo sulla base di determinati parametri che rispondono a precisi criteri economici.

Nulla di realmente innovativo; dietro il velo della (finta) innovazione si celano pratiche vecchie del Novecento.

Per quanto riguarda la sentenza del Tribunale di Bologna ci convince ancora una volta che la strada aperta dalla Carta di Bologna è quella giusta.

Nel 2018 lo avevamo previsto attraverso il combinato disposto degli articoli 3 (meccanismi reputazionali) e 5 (non discriminazione).

C’è ancora qualcuno che si meraviglia del perché Deliveroo e le altre piattaforme di Assodeliveroo non l’abbiano firmata?

Riporto fedelmente qui sotto alcune disposizioni della Carta di Bologna, tra cui gli obiettivi ed i due articoli citati.

Non sia mai che qualche giornalista e qualche direttore di giornale li voglia leggere e voglia approfondire seriamente l’argomento per promuovere una vera cultura del lavoro digitale nel nostro Paese, invece di scrivere i soliti editoriali superficiali e...choosy.

[Carta sui diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano] [...] “La presente Carta stabilisce standard minimi di tutela che si applicano a tutti i lavoratori e collaboratori, operanti all’interno del territorio della Città metropolitana di Bologna, indipendentemente dalla qualificazione dei rapporti di lavoro che si servono per l’esercizio della propria attività lavorativa di una o più piattaforme digitali. [...]

[Art. 3 Meccanismi reputazionali] 1. Le piattaforme digitali sono tenute a:

a) informare i propri lavoratori o collaboratori e gli utenti/consumatori sulle modalità di formazione ed elaborazione del rating reputazionale, se presente, e sugli effetti che tale rating può avere sul rapporto di lavoro o di collaborazione;

b) garantire al lavoratore o collaboratore una procedura terza e imparziale per contestare un rating ritenuto errato [...]

[Art. 5 Non discriminazione e recesso]

1. È vietata ogni forma di discriminazione, per motivi di genere, di etnia, di lingua, di religione, di orientamento sessuale, politico e sindacale, di condizioni personali e sociali

2.La mancata disponibilità del prestatore di lavoro per un periodo di tempo prolungato non può determinare alcun trattamento deteriore, ivi compresa una distribuzione delle occasioni di lavoro penalizzante per il prestatore.

3. Il recesso della piattaforma in costanza di rapporto di lavoro deve essere motivato e comunicato in forma scritta, con congruo preavviso. Esso è possibile solo per giusta causa o per un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali. [...]

 

3 Gennaio 2021

di Marco Lombardo

Patrick Zaki cittadino onorario di Bologna

Dall'11 gennaio Patrick Zaki è un cittadino onorario di Bologna.

Per molti di noi, Zaki era già bolognese.

È bolognese chi nasce a Bologna. 

E' bolognese chi sceglie di vivere nella nostra città.

É bolognese chi studia nelle nostre scuole e chi fa ricerca nella nostra Università.

É bolognese chi, in nome di quella ricerca, persegue la libertà e la tutela dei diritti umani.

E’ bolognese chi, in nome di quella ricerca della libertà e della tutela dei diritti umani, viene perseguitato.

Patrick Zaki non è andato all’estero per insultare il suo Paese d’origine, l’Egitto. Patrick Zaki è venuto a Bologna per studiare, scoprire e comprendere il mondo che lo circonda, come tanti ragazzi e ragazze della sua età che convergono a Bologna da tutti gli angoli del mondo.

Da oggi Zaki è un cittadino onorario della nostra comunità.

Spero che tante altre città italiane vogliano seguire l’esempio di Bologna nel riconoscimento della cittadinanza onoraria per mantenere accesso il faro mediatico sulla vicenda di Patrick Zaki e continuare a lottare per la sua liberazione al fianco di tante associazioni come Amnesty International impegnate per la tutela dei diritti umani.

Spero che il Governo italiano faccia tutto quanto nelle proprie facoltà per impegnarsi nella liberazione immediata di Patrick Zaki.

Per lui e per quanti come lui vivono sulla loro pelle il dramma di un’ingiusta detenzione.

La libertà di Patrick Zaki è la nostra libertà.

 

 

12 Gennaio 2021

di Marco Lombardo

Un anno di SmartBo

Il tavolo #SMARTBO compie un anno di attività. Come promuovere il "vero" lavoro Agile. tra innovazione e sostenibilità? 

Il 24 ottobre 2019, quindi prima dello scoppio della prima ondata di pandemia con il conseguente #lockdown, veniva costituito il Tavolo #SmartBo

Nasceva in virtù della sperimentazione del progetto #Vela di cui faceva parte il Comune di Bologna.

Si proponeva di mettere insieme le buone pratiche nel lavoro agile, tra il pubblico ed il privato, per costruire un patrimonio di conoscenze comuni, capace di cogliere i rischi e le opportunità dello #smartworking.

In occasione del primo anno di attività del Tavolo SmartBo, abbiamo ripercorso insieme le tappe principali del percorso, i traguardi raggiunti in termini di sostenibilità, le criticità nell’utilizzo del lavoro da remoto nella fase emergenziale, i prossimi obiettivi e le prospettive per il futuro.

https://www.variazioni.info/2020/10/19/il-tavolo-smart-bo-compie-un-anno-di-attivit%C3%A0-e-promuove-il-lavoro-agile-tra-innovazione-e-sostenibilit%C3%A0/?fbclid=IwAR3Aao-qQmeMh4A6ZcRSiBdgyEWbsLwroMAJ-LUgpBBkh0WT2sG4zVrSvYg

 

 

 

 

27 Ottobre 2020

di Marco Lombardo

Cassa Integrazione e Blocco Licenziamenti vanno prorogati

 La CIG e il blocco dei licenziamenti hanno consentito di salvare 600.000 posti di lavoro in Italia. Pensare di non prorogare queste misure alla scadenza di fine marzo sarebbe irragionevole.

Per prevedere un allentamento di queste misure è necessario che la fase emergenziale si concluda e venga precedentemente definito un piano shock di rilancio dell’economia e del lavoro, con particolare attenzione ai settori più colpiti dalla pandemia. Se così non fosse a subirne le conseguenze più gravi sarebbero ancora una volta le fasce più giovani e le donne, in grande numero impiegate in settori come la ristorazione, la ricezione alberghiera, l’abbigliamento ed altri settori duramente colpiti che non si riprenderanno se non quando sarà finita la pandemia.

L'impegno preso pochi giorni fa dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo è un primo importante passo avanti verso questa direzione.

É importante che la rielaborazione del piano nazionale di ripresa e resilienza non sia adottato dal Consiglio dei Ministri per rispondere agli appetiti dei partiti sul rimpasto di governo, ma per affrontare la riduzione delle diseguaglianze, avendo le donne ed i giovani come priorità trasversali. Non si puo' piu' procedere per bonus e ristori e soprattutto non possiamo permetterci che una volta arrestata l’ondata del contagio, si apra una nuova ondata di crisi economica e occupazionale per il nostro Paese.

 

8 Gennaio 2021

di Marco Lombardo

Patrick Zaki cittadino onorario di Bologna

Dall'11 gennaio Patrick Zaki è un cittadino onorario di Bologna.

Per molti di noi, Zaki era già bolognese.

È bolognese chi nasce a Bologna. 

E' bolognese chi sceglie di vivere nella nostra città.

É bolognese chi studia nelle nostre scuole e chi fa ricerca nella nostra Università.

É bolognese chi, in nome di quella ricerca, persegue la libertà e la tutela dei diritti umani.

E’ bolognese chi, in nome di quella ricerca della libertà e della tutela dei diritti umani, viene perseguitato.

Patrick Zaki non è andato all’estero per insultare il suo Paese d’origine, l’Egitto. Patrick Zaki è venuto a Bologna per studiare, scoprire e comprendere il mondo che lo circonda, come tanti ragazzi e ragazze della sua età che convergono a Bologna da tutti gli angoli del mondo.

Da oggi Zaki è un cittadino onorario della nostra comunità.

Spero che tante altre città italiane vogliano seguire l’esempio di Bologna nel riconoscimento della cittadinanza onoraria per mantenere accesso il faro mediatico sulla vicenda di Patrick Zaki e continuare a lottare per la sua liberazione al fianco di tante associazioni come Amnesty International impegnate per la tutela dei diritti umani.

Spero che il Governo italiano faccia tutto quanto nelle proprie facoltà per impegnarsi nella liberazione immediata di Patrick Zaki.

Per lui e per quanti come lui vivono sulla loro pelle il dramma di un’ingiusta detenzione.

La libertà di Patrick Zaki è la nostra libertà.

 

 

12 Gennaio 2021

di Marco Lombardo

Cassa Integrazione e Blocco Licenziamenti vanno prorogati

 La CIG e il blocco dei licenziamenti hanno consentito di salvare 600.000 posti di lavoro in Italia. Pensare di non prorogare queste misure alla scadenza di fine marzo sarebbe irragionevole.

Per prevedere un allentamento di queste misure è necessario che la fase emergenziale si concluda e venga precedentemente definito un piano shock di rilancio dell’economia e del lavoro, con particolare attenzione ai settori più colpiti dalla pandemia. Se così non fosse a subirne le conseguenze più gravi sarebbero ancora una volta le fasce più giovani e le donne, in grande numero impiegate in settori come la ristorazione, la ricezione alberghiera, l’abbigliamento ed altri settori duramente colpiti che non si riprenderanno se non quando sarà finita la pandemia.

L'impegno preso pochi giorni fa dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo è un primo importante passo avanti verso questa direzione.

É importante che la rielaborazione del piano nazionale di ripresa e resilienza non sia adottato dal Consiglio dei Ministri per rispondere agli appetiti dei partiti sul rimpasto di governo, ma per affrontare la riduzione delle diseguaglianze, avendo le donne ed i giovani come priorità trasversali. Non si puo' piu' procedere per bonus e ristori e soprattutto non possiamo permetterci che una volta arrestata l’ondata del contagio, si apra una nuova ondata di crisi economica e occupazionale per il nostro Paese.

 

8 Gennaio 2021

di Marco Lombardo

Sara, Alfonso e il SenzaNome. Esempi Civili Bolognesi!

Loro si chiamano Sara Longhi, 38 anni e Alfonso Marrazzo, 36 anni. Sono stati nominati dal Presidente Mattarella, Cavalieri dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

A Bologna sono noti per essere i fondatori del bar "Senza Nome" che ha la funzione di far interagire i sordi con gli udenti, contribuendo a facilitare l’integrazione e il confronto e allo stesso tempo promuovere la lingua dei segni italiana.

Il “Bar senza nome” situato nel centro di Bologna, oggi è considerato un riferimento per molti sordi di tutta Italia. A servire la clientela sono dei ragazzi sordi.

In questo spazio “speciale” non sono i non udenti a doversi sforzare per farsi capire, ma sono gli udenti a dover provare a utilizzare nuove forme di comunicazione per entrare in contatto con baristi e camerieri.

Il riconoscimento è stato attribuito "per il loro esemplare contributo alla conoscenza delle diversità e alla promozione di una cultura di reale inclusione e dialogo".

Da oggi sono “esempi civili” insieme ad altre 34 persone a cui è stata conferita l’onorificenza dal Presidente della Repubblica per essersi distinti per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Questi sono gli “esempi civili” da seguire e di cui andare orgogliosi!

29 Dicembre 2020

di Marco Lombardo

Patrick Zaki cittadino onorario di Bologna

Dall'11 gennaio Patrick Zaki è un cittadino onorario di Bologna.

Per molti di noi, Zaki era già bolognese.

È bolognese chi nasce a Bologna. 

E' bolognese chi sceglie di vivere nella nostra città.

É bolognese chi studia nelle nostre scuole e chi fa ricerca nella nostra Università.

É bolognese chi, in nome di quella ricerca, persegue la libertà e la tutela dei diritti umani.

E’ bolognese chi, in nome di quella ricerca della libertà e della tutela dei diritti umani, viene perseguitato.

Patrick Zaki non è andato all’estero per insultare il suo Paese d’origine, l’Egitto. Patrick Zaki è venuto a Bologna per studiare, scoprire e comprendere il mondo che lo circonda, come tanti ragazzi e ragazze della sua età che convergono a Bologna da tutti gli angoli del mondo.

Da oggi Zaki è un cittadino onorario della nostra comunità.

Spero che tante altre città italiane vogliano seguire l’esempio di Bologna nel riconoscimento della cittadinanza onoraria per mantenere accesso il faro mediatico sulla vicenda di Patrick Zaki e continuare a lottare per la sua liberazione al fianco di tante associazioni come Amnesty International impegnate per la tutela dei diritti umani.

Spero che il Governo italiano faccia tutto quanto nelle proprie facoltà per impegnarsi nella liberazione immediata di Patrick Zaki.

Per lui e per quanti come lui vivono sulla loro pelle il dramma di un’ingiusta detenzione.

La libertà di Patrick Zaki è la nostra libertà.

 

 

12 Gennaio 2021

di Marco Lombardo
© Marco Lombardo 2016