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Una svolta per la Bredamenarini?

di Marco Lombardo

Il 6 luglio, in rappresentanza del Comune di Bologna, insieme alla Città metropolitana ed alla Regione Emilia Romagna, ho partecipato al tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico sull’Industria Italiana Autobus di cui fa parte l’ex Bredamenarini.
Al tavolo era presente il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio che ringrazio per l’attenzione che sta dimostrando in questa vertenza.

Il nostro compito non è quello di essere pregiudizialmente contrari alle azioni di questo Governo. Se fa cose positive che noi crediamo vadano nella direzione giusta, il nostro compito è di sostenerlo ed incalzarlo sul piano delle proposte.

Per questo la soluzione di aumento di capitale, attraverso Invitalia e l’ingresso di un nuovo socio privato nella maggioranza, è da valutare positivamente e da monitorare con attenzione quando sapremo il nome del nuovo socio privato, i modi ed tempi dell’operazione, la nuova governance societaria e soprattutto quando ci verrà presentato il nuovo piano industriale.

Le nostra priorità sono la salvaguardia del sito produttivo di Bologna della ex Bredamenarini e la tutela dei lavoratori che operano nel sito.

Nella riunione al Mise abbiamo ribadito che, dal punto di vista del Comune, il sito produttivo rimarrà tale, ben sapendo che in questo momento costituisce un asset importante dell’azienda.

Vogliamo investire davvero nel trasporto pubblico locale? Bene. Allora società come l’ex Bredamenarini sono strategiche nella produzione di autobus per il trasporto pubblico nel territorio nazionale e nei mercati internazionali.
Quello che mi lascia perplesso rispetto alla proposta del Governo è la quota di minoranza che verrebbe lasciata all’attuale proprietà.

Vogliamo davvero contrastare le delocalizzazioni produttive in Paesi terzi da parte di aziende che beneficiano di contributi pubblici? Bene. Allora dovremmo applicare queste norme proprio al caso di specie. Attualmente, a fronte di commesse importanti anche a livello regionale, la società sta di fatto delocalizzando l’attività produttiva presso lo stabilimento di Karsan in Turchia.
Se vogliamo essere coerenti con quello che diciamo, se abbiamo a cuore la salvaguardia del sito produttivo, dobbiamo prendere atto che l’attuale proprietà non si sta dimostrando all’altezza della sfida produttiva.

Più passa il tempo e più si impoverisce il know how aziendale con i lavoratori della Breda che si stanno trasformando da costruttori e progettisti di avanguardia a meri controllori di prodotti realizzati a Karsan. In breve, stiamo svendendo alla Turchia le nostre commesse ed il nostro saper fare.

Questo è inaccettabile perché abbiamo il dovere di contrastare il depauperamento del nostro patrimonio industriale.
Se vogliamo tornare ad essere all’avanguardia, dobbiamo chiedere un forte impegno, in termini di progettualità e risorse, da parte della nuova compagine societaria a potenziare la ricerca e la produzione sugli autobus elettrici, assicurando il sostegno e la collaborazione dei diversi livelli istituzionali.
Noi ci siamo e faremo la nostra parte.

Per saperne di più leggi il Comunicato Stampa del Comune di Bologna

6 luglio 2018

© Marco Lombardo 2016