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Il senso della trasparenza ed il ruolo della minoranza

di Marco Lombardo

‘Parliamo tutti spesso di trasparenza. Ma cosa significa trasparenza? Significa forse pubblicità? Significa rendere pubblico qualcosa per dimostrare di non dovere avere paura di niente? Significa chiedere che venga dichiarato cosa fa Tizio o quanto guadagna Caio per non dover spiare più dal buco della serratura?

Per me trasparenza significa molto di più di tutto questo. Per me significa uguaglianza.

La trasparenza è la proiezione sostanziale del principio di uguaglianza.

Per confutare questa idea vorrei brevemente raccontarvi una storia. In questa sala ci sono alcuni avvocati. Ebbene, si puó dire che l’avvocatura stessa sia nata da un atto di trasparenza. Sapete quando? Nel 304 A.C quando un liberto, di nome Gneo Flavio, pubblicó il calendario dei Dies Fasti e dei Dies Nefasti, destando lo scalpore dei sacerdoti.
Prima di quella data, se uno voleva portare avanti una causa, se la presentava nei giorni fasti veniva accolta; se la presentava nei giorni nefasti veniva rigettata. Ovviamente solo i sacerdoti erano custodi del calendario; per questo solo loro potevano chiedere e ottenere giustizia. Ma quando quel calendario venne reso pubblico, da allora tutti poterono difendere le ragioni del civis.

Gneo Flavio non si limitò a pubblicare il calendario; pubblicò anche il testo delle legis actiones, il formulario delle regole processuali con cui chiedere giustizia. Da quel momento non fu più il giorno in cui veniva presentata la causa il discrimine tra il rigetto e l’accoglimento della domanda. Ma il rispetto della giustizia e della legge. Da allora, da un atto di trasparenza, si è cominciato a dare sostanza al principio per cui tutti possono essere uguali davanti alla legge, senza dover essere difesi da una casta di sacerdoti.

Questa é la trasparenza. Anche per noi oggi, nell’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo, la trasparenza deve essere intesa in senso ampio, come proiezione sostanziale del principio di uguaglianza. Significa dire oggi come vengono usati i soldi. Significa dare tracciabilità del proprio impegno politico. Significa rendicontare quello che di fa.

Perchè la nuova politica non deve fare promesse. Deve mantenerle.

Trasparenza significa dire oggi che la politica non è più appannaggio esclusivo di una classe di sacerdoti, arroccata nel mantenimento dei propri privilegi. Significa dire che tutti possono avere accesso alla politica. Ma fare politica non è per tutti. Richiede sacrificio, sudore, senso di responsabilità, orgoglio e bellezza per mettersi al servizio del bene comune e non dei propri interessi personali.
In breve, questo per noi significa trasparenza: uguaglianza, parità di accesso, competizione di entusiasmi e idee.

Arrivo alle conclusioni, soffermandomi brevemente sul ruolo della minoranza.

C’è un modo nuovo di essere minoranza.

Il compito della minoranza non è quello di battere i pugni sul tavolo e dire ‘io esisto’, ‘io ci sono’. L’ambizione della minoranza non è diventare maggioranza. Lo scopo non può essere quello di allungare i tempi della discussione all’infinito perchè non si arrivi mai alla decisione. Non è quello di creare finte divisioni all’infinito per avere visibilità sui giornali. Il compito della minoranza è quello di controllare e verificare l’azione della maggioranza. Il compito della nostra minoranza è quello di proporre idee, avanzare proposte per portare il Partito verso l’apertura, la partecipazione, la trasparenza. Perchè siamo dello stesso Partito. Siamo minoranza, non opposizione. Non dimentichiamocelo mai. Per questo dobbiamo lavorare insieme affinchè i singoli punti di vista di ciascuno di noi possano diventare una prospettiva comune, uno sguardo condiviso verso il futuro. Per questo motivo non abbiamo voluto presentare un ODG e contarci in Direzione; ma abbiamo preferito lavorare insieme al nuovo Segretario per costruire un documento di sintesi che accogliesse i nostri contributi e le nostre proposte.

Da domani avremo una sezione del sito del PD di Bologna dedicata alla trasparenza, in conformità con quella prevista dal sito del PD Nazionale (www.partitodemocratico.it/trasparenza) per fare vedere da dove provengono le risorse (partendo dalle forme di autofinanziamento più tradizionali come le feste dell’Unità ed il tesseramento, ma investendo anche in quelle più innovative come il crowdfunding, il fundraising, la donazioni via sms, il 2×1000), come vengono utilizzate con voci dettagliate di spesa (divise per elezioni, propaganda, comunicazione; costo del personale; etc.) ed affermando il principio generale per cui si accettano finanziamenti in campagna elettorale, solo se chi finanzia firma la liberatoria della privacy per pubblicare il proprio nome. Perché non dobbiamo aspettare le indagini giudiziarie per correre ai ripari.

Il problema non è a valle, ma a monte: si tratta di concordare le forme per restituire credibilità alla politica.

Siamo soddisfatti del voto all’unanimità nella Direzione provinciale e pensiamo che, in prospettiva, questa dinamica collaborativa potrà essere utile anche in futuro, in vista delle prossime sfide che ci attendono. Non sarà un compito facile. Ma se lavoreremo insieme nella costruzione di un percorso comune, nessuna sfida è impossibile’.

Per noi la trasparenza non è uno slogan. E’ lo strumento per rendere il PD una ‘casa di vetro’.

Marco Lombardo   –   (Direzione Provinciale 20-04-2015)

20 aprile 2015

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