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Il ritorno dei “Makers”

di Marco Lombardo

Ecco la mia intervista rilasciata a Blog stampa 3D, l’avanguardia nel settore della stampa digitale.

 “Buongiorno e benvenuto nel nostro blog dedicato alla stampa 3D!

Marco Lombardo: «Buongiorno a voi e grazie!»

Qual è il significato di maker, ovvero in cosa consiste l’artigianalità che si realizza attraverso internet?

L’Italia è sempre stata un Paese di makers Nella produzione di bellezza siamo una realtà riconosciuta in tutto il mondo, in virtù della straordinaria abilità dei nostri artigiani. Quelli che una volta si chiamavano artigiani e lavoravano dentro le botteghe rinascimentali, oggi si chiamano makers e animano i FabLab. Per questo sarebbe più corretto parlare di ‘ritorno dei makers’ in Italia, segnalando un bisogno di tornare alla magia primordiale della creazione, alla gestualità del lavoro manuale, insomma, al rinascimento della manifattura digitalizzata.

In che modo la stampa 3D potrà incidere sul mondo del lavoro, a tuo parere?

La diffusione delle stampanti 3D sta accelerando un processo di generazione distribuita dei mezzi di produzione. Chiunque oggi può aprirsi una piccola industria dentro un garage: basta uno scanner 3D per catturare la realtà, una stampante3D per trasformare la nostra fantasia creativa in realtà ed un laser-cutter di precisione. Molti beni (dagli apparecchi bio-medicali ad automobili come la Tesla) e servizi (i FabLab o piattaforme come Etsy e Kickstarter)  già oggi nascono così. E’ importante far capire che non stiamo parlando di un futuro lontano, ma di realtà imprenditoriali già esistenti. Il mondo del lavoro si modulerà sempre di più intorno alla continua sinergia tra il mondo degli atomi e quello dei bit.

Come possono le politiche pubbliche agevolare la diffusione dei makers?

Una politica industriale contemporanea deve saper raccogliere la sfida dell’Internet del Fare e della ‘produzione digitalizzata’. Quello che manca da decenni nel nostro Paese è una seria politica industriale che non guardi ai prossimi dieci mesi, ma ai prossimi dieci anni. Bisogna superare un approccio burocratico sulla regolamentazione del mercato del lavoro per favorire politiche attive per la creazione di lavoro, per esempio abbattendo il costo del lavoro e mettendo a disposizione spazi di co-working per contaminare la manifattura tradizionale con i makers. Diciamo che anche in politica c’è bisogno di un ritorno ai Policy-Maker.

Proverei a dare 3 suggerimenti:

1. Be Inspired! Provate a pensare al mondo del lavoro così come sarà domani, partendo dai bisogni delle persone e dalla vostra immaginazione.

2. Be disruptive! Per costruire un cambiamento e creare innovazione dovete modificare radicalmente il modello precedente.

3. Be makers! Potete continuare a lamentarvi del presente, potete avere nostalgia del passato o potete provare a costruire i vostri sogni, facendo parte di ‘incubatori’ di futuro.

Quale consiglio daresti a un ragazzo italiano che comincia oggi a costruirsi una propria carriera?

Quasi tutti i ragazzi italiani possiedono uno smartphone, ma lo utilizzano più come uno strumento per essere connessi ai social che non come uno strumento di lavoro.

Grazie per le interessanti risposte e per il tempo che ci hai dedicato!

«Grazie a voi e a presto!»”

Vi aspetto tutti giovedì 13 febbraio all’Hotel Savoia per l’evento “Stampa 3D: la nuova dimensione dell’economia

 

12 febbraio 2014

© Marco Lombardo 2016