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Giu’ le mani dalle primarie!

di Marco Lombardo

Giu’ le mani dalle primarie!

pubblicata da Marco Lombardo il giorno martedì 11 maggio 2010 alle ore 16.20 ·


Premesso che non sono un primarista (nel senso che non considero le primarie nè come un valore in sè, nè come la panacea di tutti mali, ma le reputo semplicemente come il migliore strumento attualmente a disposizione per selezionare la classe dirigente e rendere il voto uno strumento contendibile sulla base della forza delle idee e delle persone) sono preoccupato delle pieghe che sta assumendo la discussione sulla riforma dello Statuto del PD (e dunque delle primarie).

Per chi non vive quotidianamente dentro la vita di un partito (il che non è detto che sia necessariamente un male) questo è uno di quegli appuntamenti che può passare inosservato e che invece meriterebbe qualche considerazione in piu’. credo infatti che sia nel bene di tutti difendere lo strumento delle primarie per dar voce alle istanze dei cittadini e consentire una migliore trasparenza nella vita dei partiti politici.

In breve, il 21 ed il 22 Maggio l’Assemblea Nazionale del PD voterà le modifiche statutarie tra cui anche la parte relative alle Primarie. Ora, in base ai documenti che circolano sul web sembra di capire che la modifica riguarderà la volontà di introdurre una preferenza per le ‘primarie di coalizione’ il cui tentativo andrebbe esperito prima di poter procedere alle ‘primarie di partito’; se la modifica fosse solo questa mi sembrerebbe un’opzione ragionevole. Prima si vede se si possono fare le primarie di coalizione e poi mi sembra legittimo che il partito piu’ rappresentativo abbia il diritto di esprimere un proprio candidato. Tuttavia, non vorrei che questa modifica sia pensata al solo scopo di (ri-)legitimare il (mai sopito) desiderio di giocare al tatticismo sulle alleanze, quando invece credo che lo sforzo maggiore debba essere concentrato sulla ricerca delle idee e delle energie migliori che siano capaci di trainare il consenso degli indecisi e dei disillusi del centro-sinistra (e non solo).

Inoltre, i pochi anni di esperienza politica alle spalle (in fondo, sono pur sempre un figlio delle primarie del 2007) mi sono serviti per capire che dietro la formulazione di modifiche apparentemente ‘neutre’ possono celarsi opzioni ideologiche affatto neutrali. Il testo proposto prevede infatti che la segreteria possa appoggiare un candidato del PD, salvo che un diverso candidato a titolo individuale sia capace di raccogliere le sottoscrizioni di almeno il 35% dei componenti dell’Assemblea. Certo mi si dirà che è giusto che il gruppo dirigente possa scegliere il suo candidato ufficiale ed è giusto che il competitote debba essere espressione di un ampio consenso di base. Ma mi chiedo: perchè invece di allargare la base del consenso alla competizione esterna dobbiamo rischiare di aprire lacerazioni interne tra ‘candidati ufficiali’ e ‘candidati della base’.

Giusto per non fare nomi, se Vendola ha vinto le primarie in Puglia questo è accaduto non perchè lo strumento delle primarie sia stato sbagliato..

Se proprio vogliamo riformare le primarie proviamo a ragionare intorno al modo in cui esse devono svolgersi, alla procedura per ammettere/non ammettere i votanti, ad estenderle come mezzo di selezione di tutti i livelli di selezione della classe dirigente, dai quartieri ai Comuni fino alle elezioni europee.

Chiedo a chi se ne occupa di evitare questa modifica, così giusto per non incorrere in quell’antico vizio per cui siamo imbattibili nel continuare a farci del male..

30 maggio 2012

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