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EU & Balkans. Where do we stand?

di Marco Lombardo

Il 22-23 Novembre si è svolto a Bologna il workshopBosnia Erzegovina e Balcani. Venti anni dopo. Percorsi di cooperazione, tra memoria e integrazione’, promosso dal Comune di Bologna con il coinvolgimento dell’Università di Bologna e della John’s Hopkins University, delle amministrazioni comunali (Bologna, Modena, Reggio Emilia, Tuzla), di Ong e di associazioni.
E’ stato un appuntamento importante e per me particolarmente gradito, avendo avuto modo di partecipare attivamente  alla prima fase del progetto CulTuRe nel 2008  in Bosnia Erzegovina per un programma di collaborazione tra il comune di Bologna e la città di Tuzla, in cui ho avuto modo di svolgere attività di formazione  sul recepimento dell’acquis communautaire.

Il 23 Novembre alle 9,30 presso il Padiglione Esprit Nouveau (Piazza della Costituzione 11) sono intervenuto come relatore al workshop “Cooperazione, relazioni internazionali e politiche per i giovani” insieme a Federica Tarabusi (antropologa dell’Università di Bologna), Matteo Lepore (assessore del Comune di Bologna), rappresentanti di ONGassociazioni, Comuni (Modena, Reggio Emilia, Bologna, Tuzla), la Provincia di Bologna, con le conclusioni di Matilde Callari Galli. Nella mia presentazione ho cercato di fare il punto della situazione, sottolineando lo stato dell’arte relativo all’integrazione europea nei Balcani, con particolare riferimento alla Bosnia, mettendo in evidenza i passi in avanti svolti sino ad oggi, ma anche i tanti nodi che ancora rimangono da sciogliere. La strategia di allargamento dell’UE nell’area balcanica deve essere inserita in una cornice di bi-direzionalità che sia in grado di analizzare non solo l’impatto delle politiche e delle normative UE  sull’assetto normativo, politico ed amministrativo dei paesi candidati (ricordando che la Bosnia ha lo status di ‘potenziale candidato‘), ma anche come le specificità dell’area balcanica abbiano influenzato direttamente la capacità di assorbimento dell’UE, richiedendo un ripensamento della strategia di pre-adesione dell’Unione rispetto a situazioni particolari che hanno segnalato le criticità rispetto ad un approccio generale ed indifferenziato.

Pur nella consapevolezza dei limiti legati alla strategia di adesione che sin qui si è deciso di perseguire, i tanti e lodevoli progetti di cooperazione segnalano la solidarietà di fatto che si è negli anni instaurata tra le tante associazioni e le amministrazioni locali. Segnali di speranza e di vivacità che, nel contesto di crisi economica che determina una generale riduzione degli investimenti nella cooperazione, possono disperdersi in tanti piccoli rivoli che rischiano di prosciugarsi ed inaridirsi se non si inseriscono in quadro sistematico, in una visione, in una direzione che la politica ha il compito ed il dovere di fornire. La storia recente e passata dell’Europa dimostra (talvolta tragicamente) come la stabilizzazione dell’area Balcanica sia decisiva per i destini dell’Europa. Molta strada rimane ancora da fare.

Maggiori informazioni su http://www.flashgiovani.it/balcani2012/236/

http://www.flashgiovani.it/balcani2012/bosnia-erzegovina-e-balcani-venti-anni-dopo-programma/

@Special thanks to Lucia Fresa (Comune di Bologna – Ufficio Cooperazione e Diritti Umani)

8 dicembre 2012

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