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EMPATIA

di Marco Lombardo

EMPATIA

(discorso pubblico di Marco Lombardo in occasione di Prossima Fermata. Bologna- 16 gennaio 2011)·

Ad una città si appartiene per nascita o per scelta. Io rientro in questa seconda categoria..

Bologna l’ho scelta più di 10 anni fa perché tra tutte mi sembrava la città italiana dove meglio si coniugavano il benessere e l’equità sociale. Insomma il “mito di Bologna”, città dell’accoglienza e della cultura che da sempre attrae migliaia di persone da tutta Italia. Ancora oggi scelgo di rimanere a Bologna, dove oramai lavoro; tutto questo nonostante la continua litania di chi la descrive come città decadente, spenta, in declino.

Qualche anno fa ho sentito di dover dare di più alla città ed alla mia passione per la politica ho aggiunto l’impegno nel partito. La prima esperienza nei circoli è stata un tuffo al cuore: sale semideserte, animate per lo più dalla presenza di persone anziane. Luoghi di formazione della cultura politica, luoghi di lotta politica, case del popolo che trasudavano di storia ed ideali trasformate in sale da bingo. E’ lì che ho capito che dovevamo fare qualcosa; voglio essere chiaro.

Ho profondo rispetto per il lavoro dei tanti volontari che tutti i giorni dedicano il loro tempo, la loro passione e le loro energie per organizzare banchetti, pranzi e feste, ma non mi rassegno all’idea che la vita quotidiana di un partito possa fermarsi a queste attività.

Abbiamo cominciato ad organizzare iniziative politiche in prossimità alle scadenze elettorali delle europee con una pretesa banale, ma affatto scontata: che finalmente si parlasse di Europa durante le elezioni europee.. Poi abbiamo incrociato la rete di Insieme per il PD attraverso il web ed abbiamo elaborato le iniziative politiche che avete visto nel video. Nulla di eclatante, per carità: abbiamo solo fissato poche semplici regole. Imparare a comunicare con video, musica e immagini; fare sinergia tra social network e luoghi reali di aggregazione; avere tempi limitati per ciascun intervento; seguire un metodo laico e post-ideologico di ragionamento; non usare mai l’alibi dell’antiberlusconismo; parlare dei problemi delle persone avanzando proposte concrete per far sentire i cittadini parte della soluzione.

E da lì, alcuni giovani hanno ricominciato ad appassionarsi alla politica e gli anziani, qui voglio ricordarlo con forza, sono stati i primi a darci fiducia e a darci una mano. Perchè è ovvio e banale: il rinnovamento non è una questione di lotta generazionale tra giovani e meno giovani. Il problema è tra sfida tra chi merita di entrare e chi merita di non restare.

Così in meno di due anni con Insieme siamo arrivati ad oltre 18.000 persone in tutta Italia, che cominciano a replicare le iniziative fatte a Bologna. Tutto questo perché abbiamo messo empatia in quello che facevamo, cercando di ridare un’anima a strutture di partecipazione ormai logore. L’empatia si trasmette negli animi di chi lotta per cambiare le cose; se la politica non è sfida di governo e cambiamento di una città, ma si riduce a lotta per vincere una competizione elettorale e conservare l’esistente, non  ci può essere empatia, ma solo un lento declino in difesa dello status quo.

E allora io voglio rivolgermi al mio partito per dire che questa è la sfida che il PD ha davanti:

vuole diventare un museo della partecipazione politica o vuole diventare un laboratorio? Vuole convincere gli elettori chiamandoli a votare come militanti alle armi o vuole coinvolgere i simpatizzanti, non solo durante le primarie, ma tutti i giorni nelle questioni che riguardano il vissuto quotidiano di una città?

Non sono solo questioni identitarie; sono questioni esistenziali.

INSIEME PER IL PD e PROSSIMA FERMATA possono essere validi strumenti che il partito ha a disposizione per vincere la sfida del cambiamento di questa città.

Bologna può e deve tornare ad essere un modello per il resto del paese. Ma deve saper ritrovare il coraggio di rischiare. Non si può essere credibili nelle scelte di governo della globalizzazione e dell’integrazione se i luoghi della politica non sono a loro volta aperti alla contaminazione.

La rivoluzione è già iniziata. Dal basso.. Se sapremo fare squadra, se saremo tutti uniti, potremo tornare a vincere e convincere. Insieme.

30 maggio 2012

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