Hosting Sostenibile: lo spazio ecologico del web

GloBologna: la Russia sotto le Due Torri


Il 28 novembre, ho partecipato alla seconda puntata della nuova serie di GloBologna: i nuovi bolognesi sotto le Due Torri.

Il progetto è una idea nata dalla collaborazione con la associazione culturale Geopolis di Bologna, alla quale hanno aderito, oltre al Comune di Bologna, l'Università di Bologna, il Centro Interculturale Zonarelli e da questa edizione anche la Regione Emilia Romagna.

GloBologna ha come obiettivo quello di conoscersi e fare conoscere le principali comunità straniere presenti nella nostra città, partendo dalla analisi geopolitica del Paese di provenienza delle comunità straniere bolognesi, diramando attraverso l'arte, la cultura e il cibo, i principali tratti storici e culturali e le bellezze dei Paesi di origine.

Solo attraverso la curiosità e l'incontro delle diversità è possibile realizzare e sviluppare un processo di integrazione strutturato e condiviso.

Inoltre, tali momenti di confronto con i protagonisti della diaspora dei tanti e dinamici Paesi presenti a Bologna, rappresentano un grande valore civico per l'amministrazione di Bologna, in quanto permette a noi istituzioni di comprendere, direttamente dai protagonisti della città, come poter migliorare e attraverso quali strumenti, la vita della nostre comunità.

Riuscendo così a intercettare e risolvere i loro problemi e impegnandoci a soddisfare i bisogni, per contribuire alla realizzazione di una sempre più incisiva e condivisa integrazione

In questo secondo episodio di GloBologna, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la giovane e dinamica comunità russa di Bologna.

Oltre ad acquisire le principali direttrici geopolitiche, storiche ed i costanti rapporti accademici fra la nostra Università e la Russia, grazie ai contributi di Pietro Figuera di Limes Rivista Italiana di Geopolitica e del Prof. Stefano Bianchini, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere le interessanti storie di successo e di integrazione di tre realtà rappresentate da altrettante determinate e consapevoli donne russe.

Anastasia Lomovtseva, ci ha parlato della sua esperienza di giornalista russa in Italia per la rivista "Living Italy" e di come gli italiani vengono visti e percepiti dalla grande madre Russia e del suo grande amore per Bologna, che è diventata la sua casa ed i suoi affetti.

Uliana Kovaleva, produttrice cinematografica che dal 2002 partecipa alla co-produzione di film tra Italia e Russia e del Festiva del Cinema Russo in Italia, in diretta telefonica da Mosca, ci ha raccontato dell'interesse e delle reciproche influenze fra il cinema russo e quello italiano.

Yaroslava Chevdar, presidente della associazione Cheburashka, ci ha illustrato le straordinarie attività didattiche, culturali e ludiche che l'associazione svolge con i bambini di origine russa nati a Bologna, nell'insegnare la lingua russa per non disperdere il grande patrimonio culturale che la conoscenza della lingua è capace di generare, soprattutto per una comunità come è quella russa.

Incontro, cultura e voglia di costruire e condividere percorsi insieme, uniti nelle diversità e integrati nella nostra accogliente Bologna.

Questa è GloBologna e questa è Bologna, la città per la quale quotidianamente lavoriamo per risolvere i problemi e per la quale ci impegniamo a migliorare.

3 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

3 Dicembre, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità

Il 3 Dicembre è la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità: non una giornata di celebrazione, ma un’occasione preziosa per riflettere sullo stato di (non) attuazione dei principi della Convenzione ONU sulla disabilità e su tutti gli ostacoli e le barriere (architettoniche e non) che ancora esistono nelle nostre città e che non consentono l’uguaglianza sostanziale dei cittadini.

 

Aiutare le persone disabili non ad essere “normali”, ma ad essere se stesse.
Questo è l’impegno che ciascuno di noi dovrebbe portare avanti: non solo il 3 Dicembre, ma tutti i giorni dell’anno.

Per questo vogliamo annunciare proprio oggi, l’evento di lancio della candidatura di Bologna al premio europeo delle città accessibili.

Per dedicare tutto il 2020 ai percorsi partecipativi e costruire un metodo di lavoro sull’accessibilità e sull’inclusione dello spazio urbano che possa diventare un patrimonio comune dell’amministrazione.

Una sfida collettiva da raccogliere e vincere tutti insieme. Siete tutti invitati a partecipare e condividere l’invito!

Vi aspettiamo il 15 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Arena del Sole.

 

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

3 Dicembre, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità

Il 3 Dicembre è la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità: non una giornata di celebrazione, ma un’occasione preziosa per riflettere sullo stato di (non) attuazione dei principi della Convenzione ONU sulla disabilità e su tutti gli ostacoli e le barriere (architettoniche e non) che ancora esistono nelle nostre città e che non consentono l’uguaglianza sostanziale dei cittadini.

 

Aiutare le persone disabili non ad essere “normali”, ma ad essere se stesse.
Questo è l’impegno che ciascuno di noi dovrebbe portare avanti: non solo il 3 Dicembre, ma tutti i giorni dell’anno.

Per questo vogliamo annunciare proprio oggi, l’evento di lancio della candidatura di Bologna al premio europeo delle città accessibili.

Per dedicare tutto il 2020 ai percorsi partecipativi e costruire un metodo di lavoro sull’accessibilità e sull’inclusione dello spazio urbano che possa diventare un patrimonio comune dell’amministrazione.

Una sfida collettiva da raccogliere e vincere tutti insieme. Siete tutti invitati a partecipare e condividere l’invito!

Vi aspettiamo il 15 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Arena del Sole.

 

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Patto tra le Città, per l’immaginazione civica e la cura condivisa dei beni comuni.


Centinaia di persone tra Sindaci, amministratori, funzionari, ricercatori, professionisti e attivisti da tutta Italia hanno partecipato all’assemblea generativa ed ai tavoli di lavoro tematici sui Patti di collaborazione, i dati come beni comuni ed i bilanci partecipativi.

Nel suo intervento conclusivo Matteo Lepore ha proposto di creare una rete di città per scambiare le buone pratiche su tutto il territorio nazionale perché essere collegati ai bisogni delle persone ed ai bisogni dei territori rafforza le istituzioni e restituisce il senso della radicalità delle nostre proposte e della nostra azione amministrativa e politica.

Nel mio intervento ho voluto sottolineare un dato che dovrebbe aiutare a farci riflettere:
x7 è l’effetto moltiplicatore di ogni euro speso (rectius: investito) nel #terzosettore

Il dibattito pubblico nazionale spesso non aiuta a farci capire quale può essere il valore materiale dell’impatto dei progetti prodotti sulla comunità e quanto ci sia bisogno di liberare le energie, la passione e le competenze della #cittadinanzaattiva, dell’#associazionismo e del #volontariato.

Un investimento che produce anche un valore immateriale preziosissimo che è il bene relazionale: lo stare insieme, il non sentirsi soli, l’appartenenza ad una comunità civica sono i più grandi presidi che abbiamo per contrastare la solitudine, l’esclusione ed il senso di insicurezza.

Un ringraziamento speciale a Fondazione Innovazione Urbana e Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà per l’organizzazione delle giornate di lavoro.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

La sostenibilità si pratica e non si predica

Indici Opponibili - Agenzia Video Bologna exe

Tutti parlano di tutela ambientale, ma pochi sanno che una delle cause di emissione di CO2 è la gestione dei dati, considerando che un server produce ogni anno da 1 a 5 tonnellate di CO2 e che 3 e-mail generano la stessa CO2 prodotta percorrendo 1km in auto. Nel prossimo futuro, l'analisi predittiva dei mega-trend ci dice che ci sarà un grande sviluppo dell'economia legata ai Big Data; ciò significa che il servizio di hosting dei server diventerà sempre più importante ai fini della tutela ambientale e della lotta ai cambiamenti climatici.

Per questo è importante dare sempre il buon esempio. A partire dal servizio di hosting del mio sito che da oggi è totalmente "green" perché viene alimentato con energia solare e si avvale della tecnologia certificata del green data center. Una piccola ma significativa innovazione a km zero, visto che sia Executive Service Exe.it che Indici Opponibili sono due realtà imprenditoriali che operano nell'area metropolitana bolognese.

Fatti, non parole.    

24 Maggio 2016

di Francesco Malferrari

GloBologna: la Russia sotto le Due Torri


Il 28 novembre, ho partecipato alla seconda puntata della nuova serie di GloBologna: i nuovi bolognesi sotto le Due Torri.

Il progetto è una idea nata dalla collaborazione con la associazione culturale Geopolis di Bologna, alla quale hanno aderito, oltre al Comune di Bologna, l'Università di Bologna, il Centro Interculturale Zonarelli e da questa edizione anche la Regione Emilia Romagna.

GloBologna ha come obiettivo quello di conoscersi e fare conoscere le principali comunità straniere presenti nella nostra città, partendo dalla analisi geopolitica del Paese di provenienza delle comunità straniere bolognesi, diramando attraverso l'arte, la cultura e il cibo, i principali tratti storici e culturali e le bellezze dei Paesi di origine.

Solo attraverso la curiosità e l'incontro delle diversità è possibile realizzare e sviluppare un processo di integrazione strutturato e condiviso.

Inoltre, tali momenti di confronto con i protagonisti della diaspora dei tanti e dinamici Paesi presenti a Bologna, rappresentano un grande valore civico per l'amministrazione di Bologna, in quanto permette a noi istituzioni di comprendere, direttamente dai protagonisti della città, come poter migliorare e attraverso quali strumenti, la vita della nostre comunità.

Riuscendo così a intercettare e risolvere i loro problemi e impegnandoci a soddisfare i bisogni, per contribuire alla realizzazione di una sempre più incisiva e condivisa integrazione

In questo secondo episodio di GloBologna, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la giovane e dinamica comunità russa di Bologna.

Oltre ad acquisire le principali direttrici geopolitiche, storiche ed i costanti rapporti accademici fra la nostra Università e la Russia, grazie ai contributi di Pietro Figuera di Limes Rivista Italiana di Geopolitica e del Prof. Stefano Bianchini, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere le interessanti storie di successo e di integrazione di tre realtà rappresentate da altrettante determinate e consapevoli donne russe.

Anastasia Lomovtseva, ci ha parlato della sua esperienza di giornalista russa in Italia per la rivista "Living Italy" e di come gli italiani vengono visti e percepiti dalla grande madre Russia e del suo grande amore per Bologna, che è diventata la sua casa ed i suoi affetti.

Uliana Kovaleva, produttrice cinematografica che dal 2002 partecipa alla co-produzione di film tra Italia e Russia e del Festiva del Cinema Russo in Italia, in diretta telefonica da Mosca, ci ha raccontato dell'interesse e delle reciproche influenze fra il cinema russo e quello italiano.

Yaroslava Chevdar, presidente della associazione Cheburashka, ci ha illustrato le straordinarie attività didattiche, culturali e ludiche che l'associazione svolge con i bambini di origine russa nati a Bologna, nell'insegnare la lingua russa per non disperdere il grande patrimonio culturale che la conoscenza della lingua è capace di generare, soprattutto per una comunità come è quella russa.

Incontro, cultura e voglia di costruire e condividere percorsi insieme, uniti nelle diversità e integrati nella nostra accogliente Bologna.

Questa è GloBologna e questa è Bologna, la città per la quale quotidianamente lavoriamo per risolvere i problemi e per la quale ci impegniamo a migliorare.

3 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

GloBologna: la Russia sotto le Due Torri


Il 28 novembre, ho partecipato alla seconda puntata della nuova serie di GloBologna: i nuovi bolognesi sotto le Due Torri.

Il progetto è una idea nata dalla collaborazione con la associazione culturale Geopolis di Bologna, alla quale hanno aderito, oltre al Comune di Bologna, l'Università di Bologna, il Centro Interculturale Zonarelli e da questa edizione anche la Regione Emilia Romagna.

GloBologna ha come obiettivo quello di conoscersi e fare conoscere le principali comunità straniere presenti nella nostra città, partendo dalla analisi geopolitica del Paese di provenienza delle comunità straniere bolognesi, diramando attraverso l'arte, la cultura e il cibo, i principali tratti storici e culturali e le bellezze dei Paesi di origine.

Solo attraverso la curiosità e l'incontro delle diversità è possibile realizzare e sviluppare un processo di integrazione strutturato e condiviso.

Inoltre, tali momenti di confronto con i protagonisti della diaspora dei tanti e dinamici Paesi presenti a Bologna, rappresentano un grande valore civico per l'amministrazione di Bologna, in quanto permette a noi istituzioni di comprendere, direttamente dai protagonisti della città, come poter migliorare e attraverso quali strumenti, la vita della nostre comunità.

Riuscendo così a intercettare e risolvere i loro problemi e impegnandoci a soddisfare i bisogni, per contribuire alla realizzazione di una sempre più incisiva e condivisa integrazione

In questo secondo episodio di GloBologna, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la giovane e dinamica comunità russa di Bologna.

Oltre ad acquisire le principali direttrici geopolitiche, storiche ed i costanti rapporti accademici fra la nostra Università e la Russia, grazie ai contributi di Pietro Figuera di Limes Rivista Italiana di Geopolitica e del Prof. Stefano Bianchini, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere le interessanti storie di successo e di integrazione di tre realtà rappresentate da altrettante determinate e consapevoli donne russe.

Anastasia Lomovtseva, ci ha parlato della sua esperienza di giornalista russa in Italia per la rivista "Living Italy" e di come gli italiani vengono visti e percepiti dalla grande madre Russia e del suo grande amore per Bologna, che è diventata la sua casa ed i suoi affetti.

Uliana Kovaleva, produttrice cinematografica che dal 2002 partecipa alla co-produzione di film tra Italia e Russia e del Festiva del Cinema Russo in Italia, in diretta telefonica da Mosca, ci ha raccontato dell'interesse e delle reciproche influenze fra il cinema russo e quello italiano.

Yaroslava Chevdar, presidente della associazione Cheburashka, ci ha illustrato le straordinarie attività didattiche, culturali e ludiche che l'associazione svolge con i bambini di origine russa nati a Bologna, nell'insegnare la lingua russa per non disperdere il grande patrimonio culturale che la conoscenza della lingua è capace di generare, soprattutto per una comunità come è quella russa.

Incontro, cultura e voglia di costruire e condividere percorsi insieme, uniti nelle diversità e integrati nella nostra accogliente Bologna.

Questa è GloBologna e questa è Bologna, la città per la quale quotidianamente lavoriamo per risolvere i problemi e per la quale ci impegniamo a migliorare.

3 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

3 Dicembre, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità

Il 3 Dicembre è la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità: non una giornata di celebrazione, ma un’occasione preziosa per riflettere sullo stato di (non) attuazione dei principi della Convenzione ONU sulla disabilità e su tutti gli ostacoli e le barriere (architettoniche e non) che ancora esistono nelle nostre città e che non consentono l’uguaglianza sostanziale dei cittadini.

 

Aiutare le persone disabili non ad essere “normali”, ma ad essere se stesse.
Questo è l’impegno che ciascuno di noi dovrebbe portare avanti: non solo il 3 Dicembre, ma tutti i giorni dell’anno.

Per questo vogliamo annunciare proprio oggi, l’evento di lancio della candidatura di Bologna al premio europeo delle città accessibili.

Per dedicare tutto il 2020 ai percorsi partecipativi e costruire un metodo di lavoro sull’accessibilità e sull’inclusione dello spazio urbano che possa diventare un patrimonio comune dell’amministrazione.

Una sfida collettiva da raccogliere e vincere tutti insieme. Siete tutti invitati a partecipare e condividere l’invito!

Vi aspettiamo il 15 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Arena del Sole.

 

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

3 Dicembre, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità

Il 3 Dicembre è la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità: non una giornata di celebrazione, ma un’occasione preziosa per riflettere sullo stato di (non) attuazione dei principi della Convenzione ONU sulla disabilità e su tutti gli ostacoli e le barriere (architettoniche e non) che ancora esistono nelle nostre città e che non consentono l’uguaglianza sostanziale dei cittadini.

 

Aiutare le persone disabili non ad essere “normali”, ma ad essere se stesse.
Questo è l’impegno che ciascuno di noi dovrebbe portare avanti: non solo il 3 Dicembre, ma tutti i giorni dell’anno.

Per questo vogliamo annunciare proprio oggi, l’evento di lancio della candidatura di Bologna al premio europeo delle città accessibili.

Per dedicare tutto il 2020 ai percorsi partecipativi e costruire un metodo di lavoro sull’accessibilità e sull’inclusione dello spazio urbano che possa diventare un patrimonio comune dell’amministrazione.

Una sfida collettiva da raccogliere e vincere tutti insieme. Siete tutti invitati a partecipare e condividere l’invito!

Vi aspettiamo il 15 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Arena del Sole.

 

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Patto tra le Città, per l’immaginazione civica e la cura condivisa dei beni comuni.


Centinaia di persone tra Sindaci, amministratori, funzionari, ricercatori, professionisti e attivisti da tutta Italia hanno partecipato all’assemblea generativa ed ai tavoli di lavoro tematici sui Patti di collaborazione, i dati come beni comuni ed i bilanci partecipativi.

Nel suo intervento conclusivo Matteo Lepore ha proposto di creare una rete di città per scambiare le buone pratiche su tutto il territorio nazionale perché essere collegati ai bisogni delle persone ed ai bisogni dei territori rafforza le istituzioni e restituisce il senso della radicalità delle nostre proposte e della nostra azione amministrativa e politica.

Nel mio intervento ho voluto sottolineare un dato che dovrebbe aiutare a farci riflettere:
x7 è l’effetto moltiplicatore di ogni euro speso (rectius: investito) nel #terzosettore

Il dibattito pubblico nazionale spesso non aiuta a farci capire quale può essere il valore materiale dell’impatto dei progetti prodotti sulla comunità e quanto ci sia bisogno di liberare le energie, la passione e le competenze della #cittadinanzaattiva, dell’#associazionismo e del #volontariato.

Un investimento che produce anche un valore immateriale preziosissimo che è il bene relazionale: lo stare insieme, il non sentirsi soli, l’appartenenza ad una comunità civica sono i più grandi presidi che abbiamo per contrastare la solitudine, l’esclusione ed il senso di insicurezza.

Un ringraziamento speciale a Fondazione Innovazione Urbana e Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà per l’organizzazione delle giornate di lavoro.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Gig Economy, non solo Riders

Giovedì 5 dicembre ho partecipato volentieri all’incontro sulla metamorfosi del lavoro con alcune piattaforme della gig-economy come Jobby e Winelivery.

Il nuovo decreto del Governo costituisce un importante passo in avanti rispetto al decreto precedente, anche riprendendo il modello della #CartadiBologna, ma non risolve il problema.                                 

Perché è un tema che non si può risolvere per decreto o per via legislativa, ma con una nuova cultura del lavoro digitale nel nostro Paese.

Per questo l’azione dell’amministrazione comunale di Bologna continuerà ad andare avanti. La nuova normativa lascia un anno di tempo alle piattaforme della gig economy per fare accordi territoriali di secondo livello con le organizzazioni sindacali.

Il mio invito alle piattaforme che operano a Bologna e' quello di utilizzare questo tempo, in maniera proficua.

Non dobbiamo consentire che venga utilizzato questo anno di tempo per arretrare le condizioni lavorative, per poi provare magari ad adeguarsi alla normativa in un momento successivo.

L’incidente delle scorse settimane al driver di #Deliveroo o le proteste dei riders di #JustEat dimostrano che non si può aspettare.
Riders ma non solo.


I riders ed il sistema di food delivery rappresentano solo il 10% dei lavoratori della gig economy nelle nostre aree urbane.

Per questo ieri sera ho chiesto a piattaforme che credono nel rispetto delle condizioni dei lavoratori, come Jobby o Winelivery, di impegnarsi subito a firmare la #CartadiBologna per arrivare al più presto ad un accordo territoriale metropolitano con le organizzazioni sindacali.
Perché sappiamo che alcune piattaforme oltre all’algoritmo ci mettono il valore e non solo il profitto.


Laddove invece entro lo spazio temporale della nuova norma dovessimo avere ancora piattaforme della gig economy che non rispettano la Carta, i diritti dei lavoratori e le relazioni sindacali, credo che di queste piattaforme a Bologna potremmo farne anche a meno.

Non è una questione economica.

É una questione culturale.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

GloBologna: la Russia sotto le Due Torri


Il 28 novembre, ho partecipato alla seconda puntata della nuova serie di GloBologna: i nuovi bolognesi sotto le Due Torri.

Il progetto è una idea nata dalla collaborazione con la associazione culturale Geopolis di Bologna, alla quale hanno aderito, oltre al Comune di Bologna, l'Università di Bologna, il Centro Interculturale Zonarelli e da questa edizione anche la Regione Emilia Romagna.

GloBologna ha come obiettivo quello di conoscersi e fare conoscere le principali comunità straniere presenti nella nostra città, partendo dalla analisi geopolitica del Paese di provenienza delle comunità straniere bolognesi, diramando attraverso l'arte, la cultura e il cibo, i principali tratti storici e culturali e le bellezze dei Paesi di origine.

Solo attraverso la curiosità e l'incontro delle diversità è possibile realizzare e sviluppare un processo di integrazione strutturato e condiviso.

Inoltre, tali momenti di confronto con i protagonisti della diaspora dei tanti e dinamici Paesi presenti a Bologna, rappresentano un grande valore civico per l'amministrazione di Bologna, in quanto permette a noi istituzioni di comprendere, direttamente dai protagonisti della città, come poter migliorare e attraverso quali strumenti, la vita della nostre comunità.

Riuscendo così a intercettare e risolvere i loro problemi e impegnandoci a soddisfare i bisogni, per contribuire alla realizzazione di una sempre più incisiva e condivisa integrazione

In questo secondo episodio di GloBologna, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la giovane e dinamica comunità russa di Bologna.

Oltre ad acquisire le principali direttrici geopolitiche, storiche ed i costanti rapporti accademici fra la nostra Università e la Russia, grazie ai contributi di Pietro Figuera di Limes Rivista Italiana di Geopolitica e del Prof. Stefano Bianchini, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere le interessanti storie di successo e di integrazione di tre realtà rappresentate da altrettante determinate e consapevoli donne russe.

Anastasia Lomovtseva, ci ha parlato della sua esperienza di giornalista russa in Italia per la rivista "Living Italy" e di come gli italiani vengono visti e percepiti dalla grande madre Russia e del suo grande amore per Bologna, che è diventata la sua casa ed i suoi affetti.

Uliana Kovaleva, produttrice cinematografica che dal 2002 partecipa alla co-produzione di film tra Italia e Russia e del Festiva del Cinema Russo in Italia, in diretta telefonica da Mosca, ci ha raccontato dell'interesse e delle reciproche influenze fra il cinema russo e quello italiano.

Yaroslava Chevdar, presidente della associazione Cheburashka, ci ha illustrato le straordinarie attività didattiche, culturali e ludiche che l'associazione svolge con i bambini di origine russa nati a Bologna, nell'insegnare la lingua russa per non disperdere il grande patrimonio culturale che la conoscenza della lingua è capace di generare, soprattutto per una comunità come è quella russa.

Incontro, cultura e voglia di costruire e condividere percorsi insieme, uniti nelle diversità e integrati nella nostra accogliente Bologna.

Questa è GloBologna e questa è Bologna, la città per la quale quotidianamente lavoriamo per risolvere i problemi e per la quale ci impegniamo a migliorare.

3 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

CIAKMIGRACTION: Come percepiamo il fenomeno migratorio?

Giovedì 10 ottobre abbiamo presentato il sondaggio CIAKMIGRACTION condotto dall’Istituto Ipsos Italia sulla percezione del fenomeno migratorio in Italia insieme al Presidente di IPSOS Pagnoncelli, al presidente WeWorld Onlus Gvc Onlus Marco Chiesara, insieme ad amministratori locali di Palermo e Crema e tanti giornalisti ed esperti del tema.
Nonostante la speculazione politica degli impresari della paura che martellano ogni giorno l’opinione pubblica, l’immigrazione NON è la principalepreoccupazione degli italiani. Al primo posto c’è il lavoro e la situazione economica. Un dato che non mi meraviglia e non mi sorprende. C’è una grande differenza tra la percezione e la realtà. Questa è acuita da chi ha responsabilità politiche e da chi ricopre ruoli pubblici che da anni continua a parlare di invasione ed emergenza degne del “Deserto dei tartari”. 
Riepilogo un solo dato emerso dallo studio: gli stranieri residenti in Italia sono il 9% della popolazione (a Bologna sono il 15.3%). La percezione degli italiani è che siano il 31% della popolazione complessiva.

Per ridurre la distanza tra la realtà e la percezione non bastano i numeri. La rappresentazione reale dei fatti è una condizione necessaria, ma non sufficiente.

Ci vuole una narrazione positiva che contrasti la narrazione negativa. Perché le emozioni positive possono essere più forti di quelle negative. Bisogna saperle raccontare. Bisogna saperle trovare. Bisogna saperle valorizzare.

E’ responsabilità non solo dei media e dei mezzi di informazione. Ma anche della politica che in questi anni ha inquinato il dibattito pubblico con messaggi sbagliati trasversali agli schieramenti politici. Come misurare l’efficacia delle politiche migratorie sulla base del numero degli sbarchi.

Come pensare che la cooperazione allo sviluppo serva a ridurre le migrazioni. Come parlare di migrazione come fenomeno oggettivo, privo di soggettività e di storie personali, senza il necessario protagonismo della diaspora.


La percezione di insicurezza non si combatte in nome di politiche securitarie che servono a farci vivere in un clima di paura e di controllo che ci priva della nostra libertà.

La percezione di insicurezza e la grande solitudine della nostra società si contrasta con azioni concrete delle amministrazioni sul lavoro, la casa, la scuola, l’integrazione, le riduzioni delle diseguaglianze e con una visione politica capace costruire sui territori un nuovo senso di appartenenza che significa “avere gli altri dentro di sè”.



18 Ottobre 2019

di Marco Lombardo

3 Dicembre, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità

Il 3 Dicembre è la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità: non una giornata di celebrazione, ma un’occasione preziosa per riflettere sullo stato di (non) attuazione dei principi della Convenzione ONU sulla disabilità e su tutti gli ostacoli e le barriere (architettoniche e non) che ancora esistono nelle nostre città e che non consentono l’uguaglianza sostanziale dei cittadini.

 

Aiutare le persone disabili non ad essere “normali”, ma ad essere se stesse.
Questo è l’impegno che ciascuno di noi dovrebbe portare avanti: non solo il 3 Dicembre, ma tutti i giorni dell’anno.

Per questo vogliamo annunciare proprio oggi, l’evento di lancio della candidatura di Bologna al premio europeo delle città accessibili.

Per dedicare tutto il 2020 ai percorsi partecipativi e costruire un metodo di lavoro sull’accessibilità e sull’inclusione dello spazio urbano che possa diventare un patrimonio comune dell’amministrazione.

Una sfida collettiva da raccogliere e vincere tutti insieme. Siete tutti invitati a partecipare e condividere l’invito!

Vi aspettiamo il 15 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Arena del Sole.

 

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

GloBologna: la Russia sotto le Due Torri


Il 28 novembre, ho partecipato alla seconda puntata della nuova serie di GloBologna: i nuovi bolognesi sotto le Due Torri.

Il progetto è una idea nata dalla collaborazione con la associazione culturale Geopolis di Bologna, alla quale hanno aderito, oltre al Comune di Bologna, l'Università di Bologna, il Centro Interculturale Zonarelli e da questa edizione anche la Regione Emilia Romagna.

GloBologna ha come obiettivo quello di conoscersi e fare conoscere le principali comunità straniere presenti nella nostra città, partendo dalla analisi geopolitica del Paese di provenienza delle comunità straniere bolognesi, diramando attraverso l'arte, la cultura e il cibo, i principali tratti storici e culturali e le bellezze dei Paesi di origine.

Solo attraverso la curiosità e l'incontro delle diversità è possibile realizzare e sviluppare un processo di integrazione strutturato e condiviso.

Inoltre, tali momenti di confronto con i protagonisti della diaspora dei tanti e dinamici Paesi presenti a Bologna, rappresentano un grande valore civico per l'amministrazione di Bologna, in quanto permette a noi istituzioni di comprendere, direttamente dai protagonisti della città, come poter migliorare e attraverso quali strumenti, la vita della nostre comunità.

Riuscendo così a intercettare e risolvere i loro problemi e impegnandoci a soddisfare i bisogni, per contribuire alla realizzazione di una sempre più incisiva e condivisa integrazione

In questo secondo episodio di GloBologna, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la giovane e dinamica comunità russa di Bologna.

Oltre ad acquisire le principali direttrici geopolitiche, storiche ed i costanti rapporti accademici fra la nostra Università e la Russia, grazie ai contributi di Pietro Figuera di Limes Rivista Italiana di Geopolitica e del Prof. Stefano Bianchini, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere le interessanti storie di successo e di integrazione di tre realtà rappresentate da altrettante determinate e consapevoli donne russe.

Anastasia Lomovtseva, ci ha parlato della sua esperienza di giornalista russa in Italia per la rivista "Living Italy" e di come gli italiani vengono visti e percepiti dalla grande madre Russia e del suo grande amore per Bologna, che è diventata la sua casa ed i suoi affetti.

Uliana Kovaleva, produttrice cinematografica che dal 2002 partecipa alla co-produzione di film tra Italia e Russia e del Festiva del Cinema Russo in Italia, in diretta telefonica da Mosca, ci ha raccontato dell'interesse e delle reciproche influenze fra il cinema russo e quello italiano.

Yaroslava Chevdar, presidente della associazione Cheburashka, ci ha illustrato le straordinarie attività didattiche, culturali e ludiche che l'associazione svolge con i bambini di origine russa nati a Bologna, nell'insegnare la lingua russa per non disperdere il grande patrimonio culturale che la conoscenza della lingua è capace di generare, soprattutto per una comunità come è quella russa.

Incontro, cultura e voglia di costruire e condividere percorsi insieme, uniti nelle diversità e integrati nella nostra accogliente Bologna.

Questa è GloBologna e questa è Bologna, la città per la quale quotidianamente lavoriamo per risolvere i problemi e per la quale ci impegniamo a migliorare.

3 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

EPIC 2017: Bologna City of Knowledge

image1image1image1The world of job is deeply changed. Once upon a time, the education followed his institutional channels founded on the certification of knowledges: school, university, post-graduate courses. That’s the way in wich millions of people get access on the market job. A stable work that last all the life. Nowadays, it doesn’t work in this way anymore. First of all, people changes very often their jobs. Someone, fortunately, for choice. Someone, unfortunately, for need. That generates a need of lifelong learning. We have lots of masters, degrees, updating courses and so on, but digital revolution has also impress an unprecedented acceleration on the market job and on the learning system. From one hand, because job of today will not exist tomorrow. The most reliable scenario predict that in 2050 most of the jobs of today will not exists anymore. That push learners and teachers to escape from classical learning channels, exploring new boundaries. From the other hand, social networks highlighted that personal and civic empowerment is interlinked with trust, socialisation of achievements, research or our personal talent. From here, the urgency to find oh not only a way to dematerialise che certificate of knowledge, but also to share it. To make it circulate. If this background is true, how to certificare the talent? How to certificare not only the form of knowledge, but also the substance, the experience, the ability to make a concrete thing? I strongly believe that open badges can be a great tool of empowerment to free our talent, to certificate and validate soft skills and experience in a lifelong learning approach. While CV is a picture of formal learning that show my past, Open Badge is like a movie that can infer on the future of a job seekers. Open badges provide a wide range of information on skills and qualifications is aimed at pursuing education and training opportunities, supporting career decisions, finding employment opportunities and supporting mobility in the EU labour market. On this background, what can be the role of cities? What role for Bologna? The City of Bologna, for tradition and vocation is an European city. Bologna has been the first seat of the most ancient university. I think that Bologna can became an ecosystem of circular learnings. We have universities, centre of research, foundations, an industrial system that can altogether can crate new interconnections for growing territorial competitiveness. Moreover, we have to reinforce the sense of taking part of a civic community. For example: library are used to exchange books and make reasearch. But why they cannot be used also to exchange knowledge and experiences? Public library can be transformed in civic square, gym of knowledge where you do not use waves like in gym, but ideas. To sum up and to conclude, Bologna has to develop an urban collective knowledge. We want to build a City of Learning. With wich instruments? We have european funds for Urban Innovative Actions that are in the framework of EU urban agenda. We have realised, first in Italy, the idea of pacts of collaboration with citizens for the regeneration of common goods. We are exploring the online vote to let citizens choose which projects for local purposes and needs have to be found. We are just moving our first steps but the road ahead is a promising one. Normative background Proposal for a DECISION OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL on a common framework for the provision of better services for skills and qualifications (Europass) and repealing Decision No 2241/2004/ECReform of EU cv pass. The revision of Europass decision Currently the EU tools and services for skills and qualifications are promoted and supported at national level through centres or contact points (National Europass Centres, EQF – National Contact Points, Euroguidance Centres) that are financially supported by the EU through the Erasmus+ programme. Each is subject to separate administration and reporting processes. Each centre manages a separate communication programme and has separate branding. While Member States have taken necessary steps to ensure coordination, this is not the case in all Member States. The effect is that often there is no sense of a joined up skills and qualification service at national level and no much stimulus for centres to cooperate strategically and communicate systematically to present more coherent services. Centres are not fully reaching their target audiences and thus EU tools and services are not reaching all intended beneficiaries. This proposal intends to offer greater potential and opportunity for Member States to strategically coordinate services offered at national level The Europass framework will promote inter-operability of electronic tools used to present and exchange information on skills and qualifications , the new Europass framework will provide a European-wide platform through which all individuals can access, within an intuitive and seamless online service This Decision is one of the initiatives of the New Skills Agenda for Europe6 and complements other actions proposed in that context. It is consistent with the European Parliament and Council Recommendation of 23 April 2008 on a European Qualifications Framework for lifelong learning (EQF)7. We have to bear in mind a big limit for the harmonisation of Open Badges through EU law. Article 166 of TFEU provides that the Union shall implement a vocational training policy which shall support and supplement the action of the Member States. Union action shall aim, inter alia, to improve initial and continuing vocational training in order to facilitate vocational integration and reintegration into the labour market and to develop exchanges of information and experience on issues common to the training systems of the Member States. As education and vocational training policies are within Member States' competence, these articles exclude harmonisation of the laws and regulations of the Member States. CONTEXT / BACKGROUND Recognising non-formal and informal learning is increasingly seen as a way of improving lifelong and life-wide learning. More European countries are emphasising the importance of making visible and valuing learning that takes place outside formal education and training institutions, for example at work, in leisure time activities and at home. Yet, despite a number of initiatives and recommendations on the recognition of informal learning (c.f. European guidelines for validating non‑formal and informal learning, CEDEFOP) there is a wide gap between the recognition of formal and informal or non-formal learning. Access to the recognition of informal learning is patchy and the outcome of recognition process is too often treated with suspicion. The Mozilla Open Badges, an initiative launched by the Mozilla Foundation in September 2011, provides a response to the needs for the recognition (formal and informal) of learning (formal and informal). Open Badges are portable and verifiable, allowing learners to showcase work, document skill sets and competencies, and create a robust portrait of their abilities wherever they were acquired: whether in school, in the community, on the job or online. Millions of badges have already been delivered and the initiative has received the support from leading organisations in the field of education, business, policy and citizenship. OBJECTIVES The aims and objectives of Badge Europe, BEU (pronounced “Be You”) are to exploit the benefits of Open Badges to: - To create the conditions for a Europe-wide and world-wide recognition of learning achievements; - To open and facilitate the systematic access to the recognition of non-formal and informal learning; - To place formal and informal recognition of learning on a par; - To create new employment and learning opportunities for all; and - To bring a European contribution to the leadership of the world-wide Open Badge movement. ACTIVITIES BEU will be developing a network of organisations and practitioners to: - Promote the use of Open Badges for the recognition of learning; - Develop Open Badge initiatives at institutional/local/city/regional/national levels (e.g. Cities of Learning, developing the example of Chicago Summer of Learning - http://explorechi.org); - Promote Open Badges at policy levels; - Develop innovative practices in learning and employment; and - Make recommendations and implement improvements to the Open Badge Infrastructure, technologies and services. Those activities will be carried out directly, with the support of Open Workshops (6) and of a MOOC. (Massive Open Online Course ) OUTCOMES The main outcomes of the project are: - Developing a trustworthy infrastructure to increase job market fluidity and a seamless environment for the recognition of individual skills to full qualifications; - A European Open Badge Network led by a steering committee composed of associate partners to contribute to the outcomes of the project and prepare its self-sustainability; - A dynamic Inventory of Open Badge Initiatives and resources; - A series of guidelines, green, white and discussion papers on Open Badges for Individuals, Open Badges for Organisations, Open Badges in Territories, Open Badges and Quality management and Open Badges and Policies; - Guidelines for bridging ECTS/ECVET/Europass documents with Open Badges; - Recommendations for the improvement of Open Badge Infrastructure, technologies and services; - A Research Report on Open Badge Implementations; - A Community Portal, bimonthly Newsletter and regular webcasts; and - A series of Open Workshops and a MOOC; EXPECTED IMPACT - Empower individuals to make their competencies and talents visible; - Empower teachers with the means to challenge traditional assessment models; - Provide early school leavers with the possibility to have their competencies recognised and further developed in a setting more appropriate to their goals, styles and desires (self-study, home schooling, school of second chance, apprenticeship, etc.); - Recognise the competencies acquired at work into a currency that is valuable on the job market; - Increase transparency and establish trusted communication between employers, jobseekers and education providers; - Increase the confidence of adults to participate in lifelong learning by providing a simple and straightforward mechanism to have one’s current competencies recognised, as a foundation for further learning. LONG TERM BENEFITS The long term benefits are a more inclusive learning provision, a more open employment market and an increased trust in the data relative to individual achievements (CVs, diploma transcripts, etc.) PARTICIPANTS Beuth-Hochschule fuer Technik Berlin (Germany) Coordinator Cambridge Professional Development (UK) ADPIOS (France) EDEN (UK/Europe) Discendum Oy (Finland) Dienst Uitvoering Onderwijs (The Netherlands) Radom Institute (Poland) Digitalme (UK) ARTES (Italy

26 Ottobre 2017

di Marco Lombardo

L’ufficio postale di San Ruffillo non chiuderà


In data 18 ottobre una delegazione di Poste italiane ha incontrato il Sindaco Virginio Merola, me e l’assessore Matteo Lepore.
“Nel corso della riunione ed in considerazione delle attività di riqualificazione ed alla comune volontà di rigenerare il quartiere, i rappresentati di Poste italiane hanno confermato che NON E’ PREVISTA ALCUNA INIZIATIVA DI CHIUSURA DELL’UFFICIO POSTALE DI VIA TOSCANA 140”

Con queste parole, di cui ho dato lettura durante la terza commissione in un’udienza conoscitiva richiesta dai consiglieri comunali per conoscere la situazione dell’ufficio postale di San Ruffillo, si è conclusa la vicenda che ha riguardato l’ipotesi di chiusura dell’ufficio postale e che aveva visto una forte mobilitazione dei cittadini del Comitato “I Love San Ruffillo” che avevano raccolto oltre 1500 firme in una petizione per chiudere all’amministrazione comunale di intervenire per evitare la chiusura dell’ufficio postale.
Avevo avuto modo di incontrare i rappresentati della petizione, assicurando loro che avremmo fatto tutto quanto il possibile per chiedere a Poste italiane di rivedere la decisione in considerazione delle attività di rigenerazione urbana e dei percorsi partecipativi attivati nella zona di San Ruffillo.

In un incontro, peraltro molto cordiale, con i rappresentati di Poste italiane, siamo riusciti ad arrivare a questa decisione, in un quadro di riorganizzazione complessivo degli uffici postali nelle aree urbane, anche a seguito del potenziamento dei servizi di e-commerce di Poste Italiane, e della rimodulazione della distribuzione degli uffici tra aree urbane ed aree periurbane.
Abbiamo segnalato il valore degli uffici postali non solo come luoghi di erogazione di un servizio, ma anche come presidi di socialità, utili soprattutto nelle zone periferiche con una popolazione anziana. 

Continueremo a tenere monitorata la situazione non solo rispetto a questo ufficio, ma anche rispetto ad altri uffici postali del territorio cittadino e metropolitano. 
La concertazione con le amministrazioni locali è un passaggio fondamentale per Poste italiane perchè l’efficienza del servizio, lo sviluppo tecnologico, la riduzione dei costi, nel quadro della concorrenza tra servizi di carattere economico, possa andare di pari passo con il riconoscimento di un legame territoriale e di un valore sociale la tutela del carattere universalistico del servizio postale.

25 Novembre 2019

di Marco Lombardo

Patto tra le Città, per l’immaginazione civica e la cura condivisa dei beni comuni.


Centinaia di persone tra Sindaci, amministratori, funzionari, ricercatori, professionisti e attivisti da tutta Italia hanno partecipato all’assemblea generativa ed ai tavoli di lavoro tematici sui Patti di collaborazione, i dati come beni comuni ed i bilanci partecipativi.

Nel suo intervento conclusivo Matteo Lepore ha proposto di creare una rete di città per scambiare le buone pratiche su tutto il territorio nazionale perché essere collegati ai bisogni delle persone ed ai bisogni dei territori rafforza le istituzioni e restituisce il senso della radicalità delle nostre proposte e della nostra azione amministrativa e politica.

Nel mio intervento ho voluto sottolineare un dato che dovrebbe aiutare a farci riflettere:
x7 è l’effetto moltiplicatore di ogni euro speso (rectius: investito) nel #terzosettore

Il dibattito pubblico nazionale spesso non aiuta a farci capire quale può essere il valore materiale dell’impatto dei progetti prodotti sulla comunità e quanto ci sia bisogno di liberare le energie, la passione e le competenze della #cittadinanzaattiva, dell’#associazionismo e del #volontariato.

Un investimento che produce anche un valore immateriale preziosissimo che è il bene relazionale: lo stare insieme, il non sentirsi soli, l’appartenenza ad una comunità civica sono i più grandi presidi che abbiamo per contrastare la solitudine, l’esclusione ed il senso di insicurezza.

Un ringraziamento speciale a Fondazione Innovazione Urbana e Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà per l’organizzazione delle giornate di lavoro.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Gig Economy, non solo Riders

Giovedì 5 dicembre ho partecipato volentieri all’incontro sulla metamorfosi del lavoro con alcune piattaforme della gig-economy come Jobby e Winelivery.

Il nuovo decreto del Governo costituisce un importante passo in avanti rispetto al decreto precedente, anche riprendendo il modello della #CartadiBologna, ma non risolve il problema.                                 

Perché è un tema che non si può risolvere per decreto o per via legislativa, ma con una nuova cultura del lavoro digitale nel nostro Paese.

Per questo l’azione dell’amministrazione comunale di Bologna continuerà ad andare avanti. La nuova normativa lascia un anno di tempo alle piattaforme della gig economy per fare accordi territoriali di secondo livello con le organizzazioni sindacali.

Il mio invito alle piattaforme che operano a Bologna e' quello di utilizzare questo tempo, in maniera proficua.

Non dobbiamo consentire che venga utilizzato questo anno di tempo per arretrare le condizioni lavorative, per poi provare magari ad adeguarsi alla normativa in un momento successivo.

L’incidente delle scorse settimane al driver di #Deliveroo o le proteste dei riders di #JustEat dimostrano che non si può aspettare.
Riders ma non solo.


I riders ed il sistema di food delivery rappresentano solo il 10% dei lavoratori della gig economy nelle nostre aree urbane.

Per questo ieri sera ho chiesto a piattaforme che credono nel rispetto delle condizioni dei lavoratori, come Jobby o Winelivery, di impegnarsi subito a firmare la #CartadiBologna per arrivare al più presto ad un accordo territoriale metropolitano con le organizzazioni sindacali.
Perché sappiamo che alcune piattaforme oltre all’algoritmo ci mettono il valore e non solo il profitto.


Laddove invece entro lo spazio temporale della nuova norma dovessimo avere ancora piattaforme della gig economy che non rispettano la Carta, i diritti dei lavoratori e le relazioni sindacali, credo che di queste piattaforme a Bologna potremmo farne anche a meno.

Non è una questione economica.

É una questione culturale.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

I-cuber. Puntata sulla green economy

Continua il nostro viaggio nell’innovazione in Emilia-Romagna.

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Questa volta siamo andati alla scoperta delle realtà del territorio che si occupano di ‘green economy’ e di economia circolare.

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Sapevate che internet consuma quanto l’intera aviazione civile mondiale e che 3 e-mail generano la stessa Co2 prodotta percorrendo 1 km di auto? Sapevate che la prima causa di consumo di emissioni inquinanti nelle aree urbane non è il traffico, ma il riscaldamento negli edifici pubblici e privati? Che la Carte dei Comuni a spreco zero è stata firmata a Sasso Marconi? image Che non esiste solo lo spreco alimentare, ma anche lo spreco dei fiori nella grande distribuzione? Che esistono programmi europei, finanziamenti e 'business angels' per sostenere l’imprenditorialità innovativa nell’economia verde? Scoprire alcune delle soluzioni più innovative già attive nel nostro territorio nella nuova puntata di I-cuber. image Raccontiamo un modo di essere tradizionalmente innovativi. image Con Saverio Cuoghi, Palma Costi, Leonardo Setti, Viola Cavalca, Gianni Capra, Sandro Serenari, Stefano Mazzetti, Luca Degli Esposti, Gianluca Mazzini, Sandra Lotti, Buona visione di ‪#‎Icuber‬ su LepidaTV!   http://youtu.be/xHfZyBVfbRc?list=PL7q2PExZqZnH6cKisnnHo5YypZ9E-tlal

27 Aprile 2016

di Marco Lombardo

CIAKMIGRACTION: Come percepiamo il fenomeno migratorio?

Giovedì 10 ottobre abbiamo presentato il sondaggio CIAKMIGRACTION condotto dall’Istituto Ipsos Italia sulla percezione del fenomeno migratorio in Italia insieme al Presidente di IPSOS Pagnoncelli, al presidente WeWorld Onlus Gvc Onlus Marco Chiesara, insieme ad amministratori locali di Palermo e Crema e tanti giornalisti ed esperti del tema.
Nonostante la speculazione politica degli impresari della paura che martellano ogni giorno l’opinione pubblica, l’immigrazione NON è la principalepreoccupazione degli italiani. Al primo posto c’è il lavoro e la situazione economica. Un dato che non mi meraviglia e non mi sorprende. C’è una grande differenza tra la percezione e la realtà. Questa è acuita da chi ha responsabilità politiche e da chi ricopre ruoli pubblici che da anni continua a parlare di invasione ed emergenza degne del “Deserto dei tartari”. 
Riepilogo un solo dato emerso dallo studio: gli stranieri residenti in Italia sono il 9% della popolazione (a Bologna sono il 15.3%). La percezione degli italiani è che siano il 31% della popolazione complessiva.

Per ridurre la distanza tra la realtà e la percezione non bastano i numeri. La rappresentazione reale dei fatti è una condizione necessaria, ma non sufficiente.

Ci vuole una narrazione positiva che contrasti la narrazione negativa. Perché le emozioni positive possono essere più forti di quelle negative. Bisogna saperle raccontare. Bisogna saperle trovare. Bisogna saperle valorizzare.

E’ responsabilità non solo dei media e dei mezzi di informazione. Ma anche della politica che in questi anni ha inquinato il dibattito pubblico con messaggi sbagliati trasversali agli schieramenti politici. Come misurare l’efficacia delle politiche migratorie sulla base del numero degli sbarchi.

Come pensare che la cooperazione allo sviluppo serva a ridurre le migrazioni. Come parlare di migrazione come fenomeno oggettivo, privo di soggettività e di storie personali, senza il necessario protagonismo della diaspora.


La percezione di insicurezza non si combatte in nome di politiche securitarie che servono a farci vivere in un clima di paura e di controllo che ci priva della nostra libertà.

La percezione di insicurezza e la grande solitudine della nostra società si contrasta con azioni concrete delle amministrazioni sul lavoro, la casa, la scuola, l’integrazione, le riduzioni delle diseguaglianze e con una visione politica capace costruire sui territori un nuovo senso di appartenenza che significa “avere gli altri dentro di sè”.



18 Ottobre 2019

di Marco Lombardo

L’ufficio postale di San Ruffillo non chiuderà


In data 18 ottobre una delegazione di Poste italiane ha incontrato il Sindaco Virginio Merola, me e l’assessore Matteo Lepore.
“Nel corso della riunione ed in considerazione delle attività di riqualificazione ed alla comune volontà di rigenerare il quartiere, i rappresentati di Poste italiane hanno confermato che NON E’ PREVISTA ALCUNA INIZIATIVA DI CHIUSURA DELL’UFFICIO POSTALE DI VIA TOSCANA 140”

Con queste parole, di cui ho dato lettura durante la terza commissione in un’udienza conoscitiva richiesta dai consiglieri comunali per conoscere la situazione dell’ufficio postale di San Ruffillo, si è conclusa la vicenda che ha riguardato l’ipotesi di chiusura dell’ufficio postale e che aveva visto una forte mobilitazione dei cittadini del Comitato “I Love San Ruffillo” che avevano raccolto oltre 1500 firme in una petizione per chiudere all’amministrazione comunale di intervenire per evitare la chiusura dell’ufficio postale.
Avevo avuto modo di incontrare i rappresentati della petizione, assicurando loro che avremmo fatto tutto quanto il possibile per chiedere a Poste italiane di rivedere la decisione in considerazione delle attività di rigenerazione urbana e dei percorsi partecipativi attivati nella zona di San Ruffillo.

In un incontro, peraltro molto cordiale, con i rappresentati di Poste italiane, siamo riusciti ad arrivare a questa decisione, in un quadro di riorganizzazione complessivo degli uffici postali nelle aree urbane, anche a seguito del potenziamento dei servizi di e-commerce di Poste Italiane, e della rimodulazione della distribuzione degli uffici tra aree urbane ed aree periurbane.
Abbiamo segnalato il valore degli uffici postali non solo come luoghi di erogazione di un servizio, ma anche come presidi di socialità, utili soprattutto nelle zone periferiche con una popolazione anziana. 

Continueremo a tenere monitorata la situazione non solo rispetto a questo ufficio, ma anche rispetto ad altri uffici postali del territorio cittadino e metropolitano. 
La concertazione con le amministrazioni locali è un passaggio fondamentale per Poste italiane perchè l’efficienza del servizio, lo sviluppo tecnologico, la riduzione dei costi, nel quadro della concorrenza tra servizi di carattere economico, possa andare di pari passo con il riconoscimento di un legame territoriale e di un valore sociale la tutela del carattere universalistico del servizio postale.

25 Novembre 2019

di Marco Lombardo

Patto tra le Città, per l’immaginazione civica e la cura condivisa dei beni comuni.


Centinaia di persone tra Sindaci, amministratori, funzionari, ricercatori, professionisti e attivisti da tutta Italia hanno partecipato all’assemblea generativa ed ai tavoli di lavoro tematici sui Patti di collaborazione, i dati come beni comuni ed i bilanci partecipativi.

Nel suo intervento conclusivo Matteo Lepore ha proposto di creare una rete di città per scambiare le buone pratiche su tutto il territorio nazionale perché essere collegati ai bisogni delle persone ed ai bisogni dei territori rafforza le istituzioni e restituisce il senso della radicalità delle nostre proposte e della nostra azione amministrativa e politica.

Nel mio intervento ho voluto sottolineare un dato che dovrebbe aiutare a farci riflettere:
x7 è l’effetto moltiplicatore di ogni euro speso (rectius: investito) nel #terzosettore

Il dibattito pubblico nazionale spesso non aiuta a farci capire quale può essere il valore materiale dell’impatto dei progetti prodotti sulla comunità e quanto ci sia bisogno di liberare le energie, la passione e le competenze della #cittadinanzaattiva, dell’#associazionismo e del #volontariato.

Un investimento che produce anche un valore immateriale preziosissimo che è il bene relazionale: lo stare insieme, il non sentirsi soli, l’appartenenza ad una comunità civica sono i più grandi presidi che abbiamo per contrastare la solitudine, l’esclusione ed il senso di insicurezza.

Un ringraziamento speciale a Fondazione Innovazione Urbana e Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà per l’organizzazione delle giornate di lavoro.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Patto tra le Città, per l’immaginazione civica e la cura condivisa dei beni comuni.


Centinaia di persone tra Sindaci, amministratori, funzionari, ricercatori, professionisti e attivisti da tutta Italia hanno partecipato all’assemblea generativa ed ai tavoli di lavoro tematici sui Patti di collaborazione, i dati come beni comuni ed i bilanci partecipativi.

Nel suo intervento conclusivo Matteo Lepore ha proposto di creare una rete di città per scambiare le buone pratiche su tutto il territorio nazionale perché essere collegati ai bisogni delle persone ed ai bisogni dei territori rafforza le istituzioni e restituisce il senso della radicalità delle nostre proposte e della nostra azione amministrativa e politica.

Nel mio intervento ho voluto sottolineare un dato che dovrebbe aiutare a farci riflettere:
x7 è l’effetto moltiplicatore di ogni euro speso (rectius: investito) nel #terzosettore

Il dibattito pubblico nazionale spesso non aiuta a farci capire quale può essere il valore materiale dell’impatto dei progetti prodotti sulla comunità e quanto ci sia bisogno di liberare le energie, la passione e le competenze della #cittadinanzaattiva, dell’#associazionismo e del #volontariato.

Un investimento che produce anche un valore immateriale preziosissimo che è il bene relazionale: lo stare insieme, il non sentirsi soli, l’appartenenza ad una comunità civica sono i più grandi presidi che abbiamo per contrastare la solitudine, l’esclusione ed il senso di insicurezza.

Un ringraziamento speciale a Fondazione Innovazione Urbana e Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà per l’organizzazione delle giornate di lavoro.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Gig Economy, non solo Riders

Giovedì 5 dicembre ho partecipato volentieri all’incontro sulla metamorfosi del lavoro con alcune piattaforme della gig-economy come Jobby e Winelivery.

Il nuovo decreto del Governo costituisce un importante passo in avanti rispetto al decreto precedente, anche riprendendo il modello della #CartadiBologna, ma non risolve il problema.                                 

Perché è un tema che non si può risolvere per decreto o per via legislativa, ma con una nuova cultura del lavoro digitale nel nostro Paese.

Per questo l’azione dell’amministrazione comunale di Bologna continuerà ad andare avanti. La nuova normativa lascia un anno di tempo alle piattaforme della gig economy per fare accordi territoriali di secondo livello con le organizzazioni sindacali.

Il mio invito alle piattaforme che operano a Bologna e' quello di utilizzare questo tempo, in maniera proficua.

Non dobbiamo consentire che venga utilizzato questo anno di tempo per arretrare le condizioni lavorative, per poi provare magari ad adeguarsi alla normativa in un momento successivo.

L’incidente delle scorse settimane al driver di #Deliveroo o le proteste dei riders di #JustEat dimostrano che non si può aspettare.
Riders ma non solo.


I riders ed il sistema di food delivery rappresentano solo il 10% dei lavoratori della gig economy nelle nostre aree urbane.

Per questo ieri sera ho chiesto a piattaforme che credono nel rispetto delle condizioni dei lavoratori, come Jobby o Winelivery, di impegnarsi subito a firmare la #CartadiBologna per arrivare al più presto ad un accordo territoriale metropolitano con le organizzazioni sindacali.
Perché sappiamo che alcune piattaforme oltre all’algoritmo ci mettono il valore e non solo il profitto.


Laddove invece entro lo spazio temporale della nuova norma dovessimo avere ancora piattaforme della gig economy che non rispettano la Carta, i diritti dei lavoratori e le relazioni sindacali, credo che di queste piattaforme a Bologna potremmo farne anche a meno.

Non è una questione economica.

É una questione culturale.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Insieme per il lavoro sul podio del Premio Europeo [EEPA]

Dal 25 al 27 Novembre ad Helsinki si è tenuta l’assemblea generale delle PMI.

Tantissimi gli appuntamenti delle due giornate: dalla Schumpeter Lecture di Mariana Mazzucato sull’Innovazione, allo scambio di buone pratiche tra gli Stati Membri, ai processi di co-creazione della nuova Strategia per le PMI della Commissione europea.

Provo a riassumere gli appuntamenti principali e le idee emerse, grazie alla visualizzazione grafica presente durante le giornate.

[Schumpeter Lecture della Mazzucato]

[SME Strategy]

L’Italia era presente nella cerimonia di premiazione [EEPA] per la promozione d’impresa nella categoria del “imprenditorialità responsabile ed inclusiva” con “Insieme per il Lavoro”. Pensare da dove si era partiti con la firma del protocollo di due anni e dove siamo arrivati con il riconoscimento europeo è motivo di orgoglio e di soddisfazione.

Insieme per il Lavoro è stato selezionato a partecipare all’EEPA dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).

La categoria “Imprenditorialità responsabile e inclusiva" riconosce le iniziative nazionali, regionali o locali di autorità o partenariati pubblico-privati capaci di promuovere la responsabilità sociale d’impresa nell'ambito delle piccole e medie imprese. Questa categoria riconosce altresì gli sforzi volti a promuovere l'imprenditorialità tra i gruppi svantaggiati, come disoccupati, in particolare quelli a lungo termine, migranti regolari, disabili o persone appartenenti a minoranze etniche.

Il premio europeo per la promozione d’impresa è promosso dalla Direzione generale del Mercato interno, industria imprenditoria e PMI della Commissione europea e nasce per identificare e riconoscere le iniziative più efficaci per la promozione dell'impresa e dell'imprenditorialità in Europa. Si pone inoltre l'obiettivo di evidenziare le migliori politiche e pratiche dell'imprenditorialità, sensibilizzando il valore aggiunto del fare impresa in modo responsabile oltre a incoraggiare e ispirare la nascita di nuovi imprenditori.

And the winner is....

https://www.facebook.com/753742958/posts/10157786501702959?d=n&sfns=mo

Congratulazioni alla Germania vincitrice del premio europeo sulla “Promozione d’impresa responsabile ed inclusiva”.

Nonostante la vittoria sfumata di un soffio, portiamo a casa un grande riconoscimento per il progetto di “Insieme per il lavoro” che va nella direzione della sostenibilità e dell’innovazione sociale tracciata dalla Commissione europea, in questa edizione dell’Assemblea Generale delle promozione delle piccole e medie imprese. Un riconoscimento che va tributato, in primo luogo, a tutte le persone che lavorano quotidianamente in Città metropolitana, nel Comune di Bologna, nella Fondazione San Petronio, nel Board delle Imprese di Insieme per il Lavoro a favore delle persone che ne hanno bisogno.

Un riconoscimento che premia le 400 persone di Insieme per il lavoro che hanno trovato un inserimento lavorativo.

Un riconoscimento che serve anche da messaggio di speranza per le tante persone in condizioni fragili che sono dentro il progetto e che ancora aspettano una proposta di inserimento lavorativo, l’avvio di un percorso di autoimpiego o la realizzazione di un progetto di innovazione sociale.

A loro va tutto il nostro impegno

1 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

CIAKMIGRACTION: Come percepiamo il fenomeno migratorio?

Giovedì 10 ottobre abbiamo presentato il sondaggio CIAKMIGRACTION condotto dall’Istituto Ipsos Italia sulla percezione del fenomeno migratorio in Italia insieme al Presidente di IPSOS Pagnoncelli, al presidente WeWorld Onlus Gvc Onlus Marco Chiesara, insieme ad amministratori locali di Palermo e Crema e tanti giornalisti ed esperti del tema.
Nonostante la speculazione politica degli impresari della paura che martellano ogni giorno l’opinione pubblica, l’immigrazione NON è la principalepreoccupazione degli italiani. Al primo posto c’è il lavoro e la situazione economica. Un dato che non mi meraviglia e non mi sorprende. C’è una grande differenza tra la percezione e la realtà. Questa è acuita da chi ha responsabilità politiche e da chi ricopre ruoli pubblici che da anni continua a parlare di invasione ed emergenza degne del “Deserto dei tartari”. 
Riepilogo un solo dato emerso dallo studio: gli stranieri residenti in Italia sono il 9% della popolazione (a Bologna sono il 15.3%). La percezione degli italiani è che siano il 31% della popolazione complessiva.

Per ridurre la distanza tra la realtà e la percezione non bastano i numeri. La rappresentazione reale dei fatti è una condizione necessaria, ma non sufficiente.

Ci vuole una narrazione positiva che contrasti la narrazione negativa. Perché le emozioni positive possono essere più forti di quelle negative. Bisogna saperle raccontare. Bisogna saperle trovare. Bisogna saperle valorizzare.

E’ responsabilità non solo dei media e dei mezzi di informazione. Ma anche della politica che in questi anni ha inquinato il dibattito pubblico con messaggi sbagliati trasversali agli schieramenti politici. Come misurare l’efficacia delle politiche migratorie sulla base del numero degli sbarchi.

Come pensare che la cooperazione allo sviluppo serva a ridurre le migrazioni. Come parlare di migrazione come fenomeno oggettivo, privo di soggettività e di storie personali, senza il necessario protagonismo della diaspora.


La percezione di insicurezza non si combatte in nome di politiche securitarie che servono a farci vivere in un clima di paura e di controllo che ci priva della nostra libertà.

La percezione di insicurezza e la grande solitudine della nostra società si contrasta con azioni concrete delle amministrazioni sul lavoro, la casa, la scuola, l’integrazione, le riduzioni delle diseguaglianze e con una visione politica capace costruire sui territori un nuovo senso di appartenenza che significa “avere gli altri dentro di sè”.



18 Ottobre 2019

di Marco Lombardo

Global Compact in Comune

Bologna e la Lampedusa promuovono il "Global Compact in Comune". I Sindaci Merola e Martello: altre città seguano questo esempio. Possibile che in Italia sia diventato un tabù parlare di Global Compact? Possibile che dopo anni di negoziato internazionale il nostro Paese abbia deciso di non sottoscrivere e di non aderire all'accordo ONU (peraltro non vincolante) per la migrazione regolare e sicura con il contrasto all'immigrazione irregolare ed il traffico di essere umani? Ed ancora. Possibile che il voto del Parlamento italiano sia avvenuto con la maggioranza dell forze di Governo (Lega e M5S) che si sono astenute dal voto in Aula? In Italia tutto questo è stato possibile. Per questo abbiamo organizzato il 22 Marzo a Bologna un convegno internazionale di studi, promosso in collaborazione con la Rete Italiana di Dialogo Euromediterraneo (RIDE-APS) e con l'Università di Bologna per coinvolgere le istituzioni (tra cui l'Ambasciatore del Marocco, l'Ambasciatore della Tunisia), esperti della comunità accademica e scientifica, associazioni ed ONG Ad esito del Convegno, le amministrazioni di Bologna e Lampedusa avevano annunciato la volontà comune di aderire ai principi del Global Compact per la migrazione regolare, ordinata e sicura. Le giunte comunali hanno approvato un atto di indirizzo che impegna a promuovere iniziative in grado di favorire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone, in un contesto capace di supportare i principi di accoglienza ed integrazione. L'atto di indirizzo si ispira alle direttive contenute nel documento promosso dalle Nazioni Unite, sottoscritto lo scorso 10 Dicembre a Marrakech da 164 Paesi. Il ruolo strategico degli enti locali nel governo regolare dei flussi migratori è riconosciuto dalla Dichiarazione dei Sindaci di Marrakech, avvenuta il 9 Dicembre, contestualmente alla sottoscrizione del Global Compact. Il Global Compact per la migrazione regolare, ordinata e sicura parte dal presupposto che "la migrazione fa parte dell'esperienza umana" e che il suo impatto può essere migliorato se si renderanno più efficaci le politiche sull'immigrazione, sull'accoglienza diffusa e sull'integrazione. Più in particolare, il Global Compact indica 23 azioni da seguire per consentire, da un lato, il governo dei flussi migratori in modo regolare e sicuro, tutelando i diritti fondamentali delle persone e, dall'altro, il contrasto alle organizzazioni internazionale che sfruttano l'immigrazione irregolare e favoriscono la tratta di essere umani. Il Comune di Bologna e di Lampedusa vogliono dimostrare che una via nuova è possibile e può nascere dal basso per imprimere una nuova direzione alle politiche locali sulla migrazione e per riportare al centro del dibattito pubblico italiano ed europeo il tema dell'adesione al Global Compact. Altri Comuni italiani possono seguire questa strada ed aderire al nostro appello promuovendo l'adozione dello stesso atto nei consigli comunali o nelle giunte dei Comuni italiani. ADERISCI ANCHE TU AL GLOBAL COMPACT IN COMUNE! GIUNTA Orientamento_Adesione_Migration Compact rev 17 aprile 2019

26 Aprile 2019

di Marco Lombardo

Patto tra le Città, per l’immaginazione civica e la cura condivisa dei beni comuni.


Centinaia di persone tra Sindaci, amministratori, funzionari, ricercatori, professionisti e attivisti da tutta Italia hanno partecipato all’assemblea generativa ed ai tavoli di lavoro tematici sui Patti di collaborazione, i dati come beni comuni ed i bilanci partecipativi.

Nel suo intervento conclusivo Matteo Lepore ha proposto di creare una rete di città per scambiare le buone pratiche su tutto il territorio nazionale perché essere collegati ai bisogni delle persone ed ai bisogni dei territori rafforza le istituzioni e restituisce il senso della radicalità delle nostre proposte e della nostra azione amministrativa e politica.

Nel mio intervento ho voluto sottolineare un dato che dovrebbe aiutare a farci riflettere:
x7 è l’effetto moltiplicatore di ogni euro speso (rectius: investito) nel #terzosettore

Il dibattito pubblico nazionale spesso non aiuta a farci capire quale può essere il valore materiale dell’impatto dei progetti prodotti sulla comunità e quanto ci sia bisogno di liberare le energie, la passione e le competenze della #cittadinanzaattiva, dell’#associazionismo e del #volontariato.

Un investimento che produce anche un valore immateriale preziosissimo che è il bene relazionale: lo stare insieme, il non sentirsi soli, l’appartenenza ad una comunità civica sono i più grandi presidi che abbiamo per contrastare la solitudine, l’esclusione ed il senso di insicurezza.

Un ringraziamento speciale a Fondazione Innovazione Urbana e Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà per l’organizzazione delle giornate di lavoro.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

EPIC 2017: Bologna City of Knowledge

image1image1image1The world of job is deeply changed. Once upon a time, the education followed his institutional channels founded on the certification of knowledges: school, university, post-graduate courses. That’s the way in wich millions of people get access on the market job. A stable work that last all the life. Nowadays, it doesn’t work in this way anymore. First of all, people changes very often their jobs. Someone, fortunately, for choice. Someone, unfortunately, for need. That generates a need of lifelong learning. We have lots of masters, degrees, updating courses and so on, but digital revolution has also impress an unprecedented acceleration on the market job and on the learning system. From one hand, because job of today will not exist tomorrow. The most reliable scenario predict that in 2050 most of the jobs of today will not exists anymore. That push learners and teachers to escape from classical learning channels, exploring new boundaries. From the other hand, social networks highlighted that personal and civic empowerment is interlinked with trust, socialisation of achievements, research or our personal talent. From here, the urgency to find oh not only a way to dematerialise che certificate of knowledge, but also to share it. To make it circulate. If this background is true, how to certificare the talent? How to certificare not only the form of knowledge, but also the substance, the experience, the ability to make a concrete thing? I strongly believe that open badges can be a great tool of empowerment to free our talent, to certificate and validate soft skills and experience in a lifelong learning approach. While CV is a picture of formal learning that show my past, Open Badge is like a movie that can infer on the future of a job seekers. Open badges provide a wide range of information on skills and qualifications is aimed at pursuing education and training opportunities, supporting career decisions, finding employment opportunities and supporting mobility in the EU labour market. On this background, what can be the role of cities? What role for Bologna? The City of Bologna, for tradition and vocation is an European city. Bologna has been the first seat of the most ancient university. I think that Bologna can became an ecosystem of circular learnings. We have universities, centre of research, foundations, an industrial system that can altogether can crate new interconnections for growing territorial competitiveness. Moreover, we have to reinforce the sense of taking part of a civic community. For example: library are used to exchange books and make reasearch. But why they cannot be used also to exchange knowledge and experiences? Public library can be transformed in civic square, gym of knowledge where you do not use waves like in gym, but ideas. To sum up and to conclude, Bologna has to develop an urban collective knowledge. We want to build a City of Learning. With wich instruments? We have european funds for Urban Innovative Actions that are in the framework of EU urban agenda. We have realised, first in Italy, the idea of pacts of collaboration with citizens for the regeneration of common goods. We are exploring the online vote to let citizens choose which projects for local purposes and needs have to be found. We are just moving our first steps but the road ahead is a promising one. Normative background Proposal for a DECISION OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL on a common framework for the provision of better services for skills and qualifications (Europass) and repealing Decision No 2241/2004/ECReform of EU cv pass. The revision of Europass decision Currently the EU tools and services for skills and qualifications are promoted and supported at national level through centres or contact points (National Europass Centres, EQF – National Contact Points, Euroguidance Centres) that are financially supported by the EU through the Erasmus+ programme. Each is subject to separate administration and reporting processes. Each centre manages a separate communication programme and has separate branding. While Member States have taken necessary steps to ensure coordination, this is not the case in all Member States. The effect is that often there is no sense of a joined up skills and qualification service at national level and no much stimulus for centres to cooperate strategically and communicate systematically to present more coherent services. Centres are not fully reaching their target audiences and thus EU tools and services are not reaching all intended beneficiaries. This proposal intends to offer greater potential and opportunity for Member States to strategically coordinate services offered at national level The Europass framework will promote inter-operability of electronic tools used to present and exchange information on skills and qualifications , the new Europass framework will provide a European-wide platform through which all individuals can access, within an intuitive and seamless online service This Decision is one of the initiatives of the New Skills Agenda for Europe6 and complements other actions proposed in that context. It is consistent with the European Parliament and Council Recommendation of 23 April 2008 on a European Qualifications Framework for lifelong learning (EQF)7. We have to bear in mind a big limit for the harmonisation of Open Badges through EU law. Article 166 of TFEU provides that the Union shall implement a vocational training policy which shall support and supplement the action of the Member States. Union action shall aim, inter alia, to improve initial and continuing vocational training in order to facilitate vocational integration and reintegration into the labour market and to develop exchanges of information and experience on issues common to the training systems of the Member States. As education and vocational training policies are within Member States' competence, these articles exclude harmonisation of the laws and regulations of the Member States. CONTEXT / BACKGROUND Recognising non-formal and informal learning is increasingly seen as a way of improving lifelong and life-wide learning. More European countries are emphasising the importance of making visible and valuing learning that takes place outside formal education and training institutions, for example at work, in leisure time activities and at home. Yet, despite a number of initiatives and recommendations on the recognition of informal learning (c.f. European guidelines for validating non‑formal and informal learning, CEDEFOP) there is a wide gap between the recognition of formal and informal or non-formal learning. Access to the recognition of informal learning is patchy and the outcome of recognition process is too often treated with suspicion. The Mozilla Open Badges, an initiative launched by the Mozilla Foundation in September 2011, provides a response to the needs for the recognition (formal and informal) of learning (formal and informal). Open Badges are portable and verifiable, allowing learners to showcase work, document skill sets and competencies, and create a robust portrait of their abilities wherever they were acquired: whether in school, in the community, on the job or online. Millions of badges have already been delivered and the initiative has received the support from leading organisations in the field of education, business, policy and citizenship. OBJECTIVES The aims and objectives of Badge Europe, BEU (pronounced “Be You”) are to exploit the benefits of Open Badges to: - To create the conditions for a Europe-wide and world-wide recognition of learning achievements; - To open and facilitate the systematic access to the recognition of non-formal and informal learning; - To place formal and informal recognition of learning on a par; - To create new employment and learning opportunities for all; and - To bring a European contribution to the leadership of the world-wide Open Badge movement. ACTIVITIES BEU will be developing a network of organisations and practitioners to: - Promote the use of Open Badges for the recognition of learning; - Develop Open Badge initiatives at institutional/local/city/regional/national levels (e.g. Cities of Learning, developing the example of Chicago Summer of Learning - http://explorechi.org); - Promote Open Badges at policy levels; - Develop innovative practices in learning and employment; and - Make recommendations and implement improvements to the Open Badge Infrastructure, technologies and services. Those activities will be carried out directly, with the support of Open Workshops (6) and of a MOOC. (Massive Open Online Course ) OUTCOMES The main outcomes of the project are: - Developing a trustworthy infrastructure to increase job market fluidity and a seamless environment for the recognition of individual skills to full qualifications; - A European Open Badge Network led by a steering committee composed of associate partners to contribute to the outcomes of the project and prepare its self-sustainability; - A dynamic Inventory of Open Badge Initiatives and resources; - A series of guidelines, green, white and discussion papers on Open Badges for Individuals, Open Badges for Organisations, Open Badges in Territories, Open Badges and Quality management and Open Badges and Policies; - Guidelines for bridging ECTS/ECVET/Europass documents with Open Badges; - Recommendations for the improvement of Open Badge Infrastructure, technologies and services; - A Research Report on Open Badge Implementations; - A Community Portal, bimonthly Newsletter and regular webcasts; and - A series of Open Workshops and a MOOC; EXPECTED IMPACT - Empower individuals to make their competencies and talents visible; - Empower teachers with the means to challenge traditional assessment models; - Provide early school leavers with the possibility to have their competencies recognised and further developed in a setting more appropriate to their goals, styles and desires (self-study, home schooling, school of second chance, apprenticeship, etc.); - Recognise the competencies acquired at work into a currency that is valuable on the job market; - Increase transparency and establish trusted communication between employers, jobseekers and education providers; - Increase the confidence of adults to participate in lifelong learning by providing a simple and straightforward mechanism to have one’s current competencies recognised, as a foundation for further learning. LONG TERM BENEFITS The long term benefits are a more inclusive learning provision, a more open employment market and an increased trust in the data relative to individual achievements (CVs, diploma transcripts, etc.) PARTICIPANTS Beuth-Hochschule fuer Technik Berlin (Germany) Coordinator Cambridge Professional Development (UK) ADPIOS (France) EDEN (UK/Europe) Discendum Oy (Finland) Dienst Uitvoering Onderwijs (The Netherlands) Radom Institute (Poland) Digitalme (UK) ARTES (Italy

26 Ottobre 2017

di Marco Lombardo

La Summer School di IdemLab (17-18 luglio)

Il 17-18 luglio si svolgerà la Summer School di IdemLab nello splendido contesto di Ca' la Ghironda (Zola Predosa, a pochi minuti da Bologna). Quando nel Maggio del 2015 sono stato nominato Direttore della Fondazione IdemLab, l'evoluzione di 'Democratica' fondata da Walter Veltroni, mi sono preso l'impegno di lavorare insieme al Presidente della Fondazione, Salvatore Vassallo, per organizzare a Bologna un momento di confronto e riflessione con alcuni dei protagonisti della politica italiana. La Summer School è pensata come un (e-)laboratorio del pensiero riformista. Sarà il tema delle riforme il filo conduttore delle due giornate di incontri. Le riforme concluse, quelle appena iniziate, quelle ancora da fare. Riforme nelle pubbliche amministrazioni (cfr. spending review), nelle politiche nazionali (cfr. istituzioni, lavoro, economia, scuola, europa, diritti, sicurezza), nel Partito (cfr. primarie, partecipazione, forma-partito). Tanti e qualificati i relatori che interverranno: Lia Quartapelle, Ruth Hanau Santini, Alessandro Petretto, Enrico Morando, Patrizio Bianchi, Lia Montalti, Federico Testa, Francesco Sperandini, Salvatore Vassallo, Stefano Ceccanti, Francesco Clementi, Tomaso Giupponi, Filippo Taddei, Luigi Marattin, Davide Faraone, Francesca Puglisi, Lucia Serena Rossi, Roberto Gualtieri, Nathalie Tocci, Giorgio Tonini, Stefano Bonaccini, Marco Valbruzzi, Mattia Diletti. Leggi qui il programma completo. L'ingresso è aperto a tutti, salvo esaurimento dei posti disponibili. [caption id="attachment_2138" align="alignleft" width="773"]www.idemlab.org www.idemlab.org[/caption]                   Ora aspettiamo solo voi!

10 Luglio 2015

di Marco Lombardo

Casa AIL si rinnova

Il 18 ottobre sono stati inaugurati i nuovi spazi Casa Ail, il luogo dove, da oltre 15 anni, gli ammalati di oncoematologia possono soggiornare durante lo svolgimento delle cure e delle terapie.


Dal 2005 Casa Ail ha ospitato più di 2500 persone, provenienti da tutta Italia.

Casa AIL è un fiore all’occhiello della nostra comunità perché coniuga alcuni elementi identitari di Bologna: la solidarietà, la passione, l’accoglienza, la cultura del dono


Grazie alla Fondazione Seragnoli, ai medici ed ai ricercatori del Policlinico di Sant'Orsola ed ai volontari di AIL Bologna che ogni giorno si prendono cura di chi lotta per la propria vita.



19 Ottobre 2019

di Marco Lombardo

GloBologna: la Russia sotto le Due Torri


Il 28 novembre, ho partecipato alla seconda puntata della nuova serie di GloBologna: i nuovi bolognesi sotto le Due Torri.

Il progetto è una idea nata dalla collaborazione con la associazione culturale Geopolis di Bologna, alla quale hanno aderito, oltre al Comune di Bologna, l'Università di Bologna, il Centro Interculturale Zonarelli e da questa edizione anche la Regione Emilia Romagna.

GloBologna ha come obiettivo quello di conoscersi e fare conoscere le principali comunità straniere presenti nella nostra città, partendo dalla analisi geopolitica del Paese di provenienza delle comunità straniere bolognesi, diramando attraverso l'arte, la cultura e il cibo, i principali tratti storici e culturali e le bellezze dei Paesi di origine.

Solo attraverso la curiosità e l'incontro delle diversità è possibile realizzare e sviluppare un processo di integrazione strutturato e condiviso.

Inoltre, tali momenti di confronto con i protagonisti della diaspora dei tanti e dinamici Paesi presenti a Bologna, rappresentano un grande valore civico per l'amministrazione di Bologna, in quanto permette a noi istituzioni di comprendere, direttamente dai protagonisti della città, come poter migliorare e attraverso quali strumenti, la vita della nostre comunità.

Riuscendo così a intercettare e risolvere i loro problemi e impegnandoci a soddisfare i bisogni, per contribuire alla realizzazione di una sempre più incisiva e condivisa integrazione

In questo secondo episodio di GloBologna, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la giovane e dinamica comunità russa di Bologna.

Oltre ad acquisire le principali direttrici geopolitiche, storiche ed i costanti rapporti accademici fra la nostra Università e la Russia, grazie ai contributi di Pietro Figuera di Limes Rivista Italiana di Geopolitica e del Prof. Stefano Bianchini, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere le interessanti storie di successo e di integrazione di tre realtà rappresentate da altrettante determinate e consapevoli donne russe.

Anastasia Lomovtseva, ci ha parlato della sua esperienza di giornalista russa in Italia per la rivista "Living Italy" e di come gli italiani vengono visti e percepiti dalla grande madre Russia e del suo grande amore per Bologna, che è diventata la sua casa ed i suoi affetti.

Uliana Kovaleva, produttrice cinematografica che dal 2002 partecipa alla co-produzione di film tra Italia e Russia e del Festiva del Cinema Russo in Italia, in diretta telefonica da Mosca, ci ha raccontato dell'interesse e delle reciproche influenze fra il cinema russo e quello italiano.

Yaroslava Chevdar, presidente della associazione Cheburashka, ci ha illustrato le straordinarie attività didattiche, culturali e ludiche che l'associazione svolge con i bambini di origine russa nati a Bologna, nell'insegnare la lingua russa per non disperdere il grande patrimonio culturale che la conoscenza della lingua è capace di generare, soprattutto per una comunità come è quella russa.

Incontro, cultura e voglia di costruire e condividere percorsi insieme, uniti nelle diversità e integrati nella nostra accogliente Bologna.

Questa è GloBologna e questa è Bologna, la città per la quale quotidianamente lavoriamo per risolvere i problemi e per la quale ci impegniamo a migliorare.

3 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Sovraindebitamento: la rete dello sportello pubblico si estende al Tribunale

Lo sportello del Comune di Bologna e della Città metropolitana contro il sovraindebitamento si rafforza e si consolida con la firma del protocollo di intesa da parte del Tribunale di Bologna, dopo quello già siglato con l’Ordine dei commercialisti e revisori contabili e l’Ordine degli avvocati.

In un anno sono state 225 le richieste di appuntamento per l'attivazione dello Sportello di Sovraindebitamento, il servizio gratuito di prima accoglienza al cittadino e di accompagnamento all'avvio della procedura di esdebitazione.

Lo sportello contro il sovraindebitamento rientra tra le misure di contrasto alla povertà messe in atto dal Comune e della Città metropolitana, per ridisegnare l’atlante degli invisibili. I soggetti sovraindebitati e non fallibili sono persone invisibili che non riescono a chiudere i conti con i propri debiti e ripartire. Il nostro compito è quello di evitare che situazioni di difficoltà economica possano trasformarsi in drammi sociali.
Uno dei principali ostacoli all’applicazione della norma istitutiva degli OCC (organismi di composizione della crisi) è dovuto alla mancanza di conoscenza di questo istituto presso i potenziali destinatari.
Tra i principali obiettivi previsti dal protocollo istitutivo dello sportello pubblico vi era quello di rimuovere gli ostacoli burocratici ed economici che non rendevano lo strumento normativi accessibile ai potenziali beneficiari. Lo sportello che si trova negli uffici della città metropolitana svolge un ruolo di filtro per poi indirizzare i potenziali beneficiari ai commercialisti ed agli avvocati per procedere ad un percorso di esdebitazione. L’attività di filtro dello sportello pubblica è gratuita; la funzione di filtro garantisce che possano arrivare agli OCC dei commercialisti e degli avvocati solo coloro che effettivamente possono avvalersi dello strumento normativo (soggetti non fallibili, consumatori ed altre ipotesi previste dalla normativa) con una riduzione dei tempi e dei costi del procedimento.
la natura pubblica dello sportello consente inoltre di costruire una rete di protezione che eviti che questi soggetti particolarmente fragili possano finire nelle mani di società di esdebitazione che compiono truffe ed attività di vero e proprio sciacallaggio nei confronti di chi si trova in una situazione di forte difficoltà.
la firma del protocollo con il Tribunale estende la rete pubblica di protezione contro il sovraindebitamento, consolida e rafforza lo strumento che mira ad arrivare all’omologazione dei piani di esdebitazione, in modo da consentire un equilibrato contemperamento degli interessi dei creditori con l’interesse del debitore di chiudere le proprie pendenze e provare a ripartire.

Per maggiori informazioni 👉https://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServePG.php/P/2843210010101/0/L/0

1 Novembre 2019

di Marco Lombardo

Comunità Solare Locale a San Vitale

11 AprileIl progetto delle Comunità Solari Locali, nato da uno spin-off dell’Università di Bologna, fino ad oggi ha coinvolto 7 comuni dell’area metropolitana bolognese (Casalecchio di Reno, Zola Predosa, Sasso Marconi, San Lazzaro di Savena, Ozzano dell’Emilia, Medicina) e finalmente anche un pezzo di Bologna. Il Quartiere San Vitale ha avviato un percorso per il lancio e la costituzione della Comunità Solare di San Vitale, grazie all'impegno delle istituzioni e dei cittadini attivi nella zona.

16 Aprile 2016

di Michele Rossi

Joyeux anniversaire Alliance Française Bologna

Il 5 ottobre del 1989 il Presidente della Repubblica Francese, François Mitterand, in visita ufficiale a Bologna per il Bicentenario della Rivoluzione Francese e nell'ambito delle celebrazioni per il IX centenario dell'Università di Bologna, ricevette nell'Aula Magna di Santa Lucia la laurea honoris causa in Giurisprudenza dalle mani del rettore Fabio Alberto Roversi Monaco. In quell'occasione, accompagnato dal sindaco Renzo Imbeni, inaugurò la nuova sede dell'Alliance Française in Via De’ Marchi, 4.

A distanza di 30 anni, l' Alliance française continua nella sua attività di promozione della lingua e cultura francese e dei paesi francofoni, proponendosi come un luogo di dibattito e condivisione e facilitando lo scambio interculturale.


Il 10 ottobre c'eravamo anche noi: sono intervenuto alla cerimonia di festeggiamento, confermando la relazione di amicizia e collaborazione tra Comune di Bologna Rete Civica Iperbole e la storica associazione.

Nel mio intervento ho ricordato quanto sia importante ristabilire l’amicizia tra la Francia e l’Italia per il rilancio del processo di integrazione europea.

L’ultimo anno è stato molto difficile per la relazione diplomatica tra l’Italia e la Francia, culminato con il ritiro dell’ambasciatore francese. Un evento, a volte dimenticato, che ha segnato il momento peggiore delle relazioni politiche e diplomatiche tra i nostri Paesi dal 1940 sino ad oggi. Ciò nonostante il rapporto di amicizia tra i nostri popoli e tra la nostra città e la Francia è sempre stato solido, come dimostrano le iniziative culturali e quelle che riguardano il rapporto di gemellaggio tra il Comune di Bologna ed il Comune di Tolosa. Il nostro impegno sarà sempre quello di valorizzare le comuni radici culturali e valoriali e, anche attraverso il prezioso supporto dell’AF, ci impegneremo ad invitare a Bologna l’ambasciatore francese all’interno della prossima edizione di incontri sulla cittadinanza europea “L’Europa viene da te”.

Buon compleanno AF! 🇫🇷🇫🇷



10 Ottobre 2019

di Marco Lombardo

Da dentro a fuori: sguardi di futuro.


Il 5 novembre abbiamo inaugurato la mostra fotografica "Da dentro a fuori: sguardi di futuro".

La mostra racconta i 5 anni del progetto "Non solo mimosa" a sostegno delle detenute della sezione femminile della casa circondariale di Bologna.


Un ringraziamento speciale a Mariaraffaella Ferri, alla Casa Circondariale, a tutte le associazioni di volontariato ed alle 100 volontarie che hanno dedicato il loro tempo e la loro passione per questo bellissimo progetto che merita di essere conosciuto da tutta la cittadinanza.



7 Novembre 2019

di Marco Lombardo

Gig Economy, non solo Riders

Giovedì 5 dicembre ho partecipato volentieri all’incontro sulla metamorfosi del lavoro con alcune piattaforme della gig-economy come Jobby e Winelivery.

Il nuovo decreto del Governo costituisce un importante passo in avanti rispetto al decreto precedente, anche riprendendo il modello della #CartadiBologna, ma non risolve il problema.                                 

Perché è un tema che non si può risolvere per decreto o per via legislativa, ma con una nuova cultura del lavoro digitale nel nostro Paese.

Per questo l’azione dell’amministrazione comunale di Bologna continuerà ad andare avanti. La nuova normativa lascia un anno di tempo alle piattaforme della gig economy per fare accordi territoriali di secondo livello con le organizzazioni sindacali.

Il mio invito alle piattaforme che operano a Bologna e' quello di utilizzare questo tempo, in maniera proficua.

Non dobbiamo consentire che venga utilizzato questo anno di tempo per arretrare le condizioni lavorative, per poi provare magari ad adeguarsi alla normativa in un momento successivo.

L’incidente delle scorse settimane al driver di #Deliveroo o le proteste dei riders di #JustEat dimostrano che non si può aspettare.
Riders ma non solo.


I riders ed il sistema di food delivery rappresentano solo il 10% dei lavoratori della gig economy nelle nostre aree urbane.

Per questo ieri sera ho chiesto a piattaforme che credono nel rispetto delle condizioni dei lavoratori, come Jobby o Winelivery, di impegnarsi subito a firmare la #CartadiBologna per arrivare al più presto ad un accordo territoriale metropolitano con le organizzazioni sindacali.
Perché sappiamo che alcune piattaforme oltre all’algoritmo ci mettono il valore e non solo il profitto.


Laddove invece entro lo spazio temporale della nuova norma dovessimo avere ancora piattaforme della gig economy che non rispettano la Carta, i diritti dei lavoratori e le relazioni sindacali, credo che di queste piattaforme a Bologna potremmo farne anche a meno.

Non è una questione economica.

É una questione culturale.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Gig Economy, non solo Riders

Giovedì 5 dicembre ho partecipato volentieri all’incontro sulla metamorfosi del lavoro con alcune piattaforme della gig-economy come Jobby e Winelivery.

Il nuovo decreto del Governo costituisce un importante passo in avanti rispetto al decreto precedente, anche riprendendo il modello della #CartadiBologna, ma non risolve il problema.                                 

Perché è un tema che non si può risolvere per decreto o per via legislativa, ma con una nuova cultura del lavoro digitale nel nostro Paese.

Per questo l’azione dell’amministrazione comunale di Bologna continuerà ad andare avanti. La nuova normativa lascia un anno di tempo alle piattaforme della gig economy per fare accordi territoriali di secondo livello con le organizzazioni sindacali.

Il mio invito alle piattaforme che operano a Bologna e' quello di utilizzare questo tempo, in maniera proficua.

Non dobbiamo consentire che venga utilizzato questo anno di tempo per arretrare le condizioni lavorative, per poi provare magari ad adeguarsi alla normativa in un momento successivo.

L’incidente delle scorse settimane al driver di #Deliveroo o le proteste dei riders di #JustEat dimostrano che non si può aspettare.
Riders ma non solo.


I riders ed il sistema di food delivery rappresentano solo il 10% dei lavoratori della gig economy nelle nostre aree urbane.

Per questo ieri sera ho chiesto a piattaforme che credono nel rispetto delle condizioni dei lavoratori, come Jobby o Winelivery, di impegnarsi subito a firmare la #CartadiBologna per arrivare al più presto ad un accordo territoriale metropolitano con le organizzazioni sindacali.
Perché sappiamo che alcune piattaforme oltre all’algoritmo ci mettono il valore e non solo il profitto.


Laddove invece entro lo spazio temporale della nuova norma dovessimo avere ancora piattaforme della gig economy che non rispettano la Carta, i diritti dei lavoratori e le relazioni sindacali, credo che di queste piattaforme a Bologna potremmo farne anche a meno.

Non è una questione economica.

É una questione culturale.

8 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Il lavoro del futuro nell’industria

Di lavoro in Italia si parla poco e male. Nonostante il tema del lavoro sia sempre al centro del dibattito pubblico, il rischio che stiamo correndo è che la materia del lavoro stia evaporando. La produzione si dematerializza. I lavoratori diventano invisibili. I luoghi di lavoro distanti, impermeabili agli sguardi.

Quando il tema del lavoro si coniuga al futuro, si rischia poi di appiattire la discussione al tema dell’innovazione tecnologica, senza cogliere i grandi mutamenti nel settore educativo, nella formazione, nell’organizzazione aziendale, nel tessuto sociale.

Spesso sentiamo dire che lo sviluppo tecnologico determinerà un profondo cambiamento nel mercato del lavoro e che il 65% dei bambini che nascono oggi svolgerà professioni che attualmente non esistono. Ci dimentichiamo però di andare oltre la superficie del tema per porci una serie di domande che meriterebbero una più attenta riflessione, tanto per le imprese, le scuole, le università ed i centri di ricerca, quanto per i decisori pubblici.

Quali competenze richiederà il nuovo mercato del lavoro? Quali saranno i lavori che rischiano di scomparire? Quali saranno i nuovi posti di lavori che si creeranno? I lavoratori saranno tutti egualmente investiti dal processo di transizione industriale oppure l’impatto sarà diverso a seconda dei settori e delle tipologie di lavoratori? Come si dovrà adattare il sistema formativo ed educativo per garantire la qualità e la sicurezza del lavoro? Come può il settore pubblico essere un driver dell’innovazione per orientare la transizione industriale alla produzione di valore che sia legata al benessere individuale e collettivo di un territorio?

Queste sono solo alcune delle domande a cui questa recente pubblicazione cerca di dare una risposta.

Pubblicazione promossa dal Comune di BOLOGNA e dall’Istituto Cattaneo in collaborazione con alcune aziende del territorio e presentato all’Opificio Golinelli in data 29/11/2019

1 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

Nuovo Protocollo Appalti del Comune di Bologna

Venerdì 8 novembre si è concluso un importante lavoro per il futuro della nostra città, per i lavoratori e per il tessuto economico e produttivo.

Istituzioni, sindacati e imprese fanno squadra per il lavoro regolare, legale, sicuro, di qualità.

Con le organizzazioni sindacali e le organizzazione datoriali abbiamo sottoscritto il nuovo Protocollo Appalti.
Il protocollo appalti serve per auto-limitare la discrezionalità della pubblica amministrazione in qualità di stazione appaltante. In attesa che il Governo o il Parlamento decidano se modificare o meno il c.d. “sblocca cantieri”, il Comune di Bologna ha scelto, insieme alle parti sociali, di predeterminare i motivi di interesse generale per cui si applicherà il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa al posto del criterio del massimo ribasso.

E’ stato un lavoro lungo e complesso, per il quale sento il dovere di ringraziare il Sindaco Virginio Merola, il direttore generale Valerio Montalto, il Comune di Bologna, la Città metropolitana e tutte le altre Parti firmatarie.
Per quel che riguarda le mie deleghe al Lavoro ed alle Attività produttive questo traguardo sarà uno dei più importanti del mandato amministrativo.

Non era facile riuscire a consolidare e provare ad innovare il “Protocollo Appalti del 2015” che già rappresentava uno tra i più alti standard a livello nazionale.

L’idea di fondo è stata quella di puntare sulla qualità del lavoro e dei servizi, tenendo insieme la sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Può un Comune, attraverso la materia degli appalti pubblici, essere un driver di innovazione sociale? Noi crediamo di sì.

Per essere credibili ed autorevoli, quando si chiede il rispetto delle regole ai soggetti privati, bisogna prima provare a dare il buon esempio come soggetti pubblici.

Legalità, lavoro regolare, giustizia sociale, clausole sociali, qualità dei servizi alle persone, accessibilità e inclusione, tutela ambientale, valorizzazione della territorialità e della filiera corta, trasparenza e monitoraggio civico, celerità e garanzie dei tempi: ad ognuno di questi 10 punti-chiave del #ProtocolloAppalti corrispondono azioni e strumenti concreti.

https://www.youtube.com/watch?v=dQ6n5GCgilc&feature=youtu.be&fbclid=IwAR2hJiDOm-OXBOYSfBzYUVrZ7-WdJ3Iqsy5c-_1bsBGvMHgNw8tdUc45Bb0
Questo video descrive i principali capitoli del nuovo protocollo appalti e gli strumenti e le azioni previste per il raggiungimento degli obiettivi

Comune di Bologna
Città metropolitana di Bologna
Cgil BolognaCisl Area Metropolitana BologneseUil Emilia Romagna @AnceEmilia Confcooperative Emilia RomagnaConfindustria Emilia Area CentroCNAConfartigianato Imprese Bologna MetropolitanaForum Disuguaglianze Diversità

Rassegna stampa dedicata al nuovo accordo:

Repubblica Bologna del 9 Novembre 2019



http://www.bolognatoday.it/cronaca/protocollo-appalti-comune.html?fbclid=IwAR0mV8APCjca_4bdiufp2wlUGaAFp0PgDggyBlYtXm5SNMCbGgJ_JMTM2gs

http://comune.bologna.it/news/firmato-il-nuovo-protocollo-appalti

9 Novembre 2019

di Marco Lombardo

Joyeux anniversaire Alliance Française Bologna

Il 5 ottobre del 1989 il Presidente della Repubblica Francese, François Mitterand, in visita ufficiale a Bologna per il Bicentenario della Rivoluzione Francese e nell'ambito delle celebrazioni per il IX centenario dell'Università di Bologna, ricevette nell'Aula Magna di Santa Lucia la laurea honoris causa in Giurisprudenza dalle mani del rettore Fabio Alberto Roversi Monaco. In quell'occasione, accompagnato dal sindaco Renzo Imbeni, inaugurò la nuova sede dell'Alliance Française in Via De’ Marchi, 4.

A distanza di 30 anni, l' Alliance française continua nella sua attività di promozione della lingua e cultura francese e dei paesi francofoni, proponendosi come un luogo di dibattito e condivisione e facilitando lo scambio interculturale.


Il 10 ottobre c'eravamo anche noi: sono intervenuto alla cerimonia di festeggiamento, confermando la relazione di amicizia e collaborazione tra Comune di Bologna Rete Civica Iperbole e la storica associazione.

Nel mio intervento ho ricordato quanto sia importante ristabilire l’amicizia tra la Francia e l’Italia per il rilancio del processo di integrazione europea.

L’ultimo anno è stato molto difficile per la relazione diplomatica tra l’Italia e la Francia, culminato con il ritiro dell’ambasciatore francese. Un evento, a volte dimenticato, che ha segnato il momento peggiore delle relazioni politiche e diplomatiche tra i nostri Paesi dal 1940 sino ad oggi. Ciò nonostante il rapporto di amicizia tra i nostri popoli e tra la nostra città e la Francia è sempre stato solido, come dimostrano le iniziative culturali e quelle che riguardano il rapporto di gemellaggio tra il Comune di Bologna ed il Comune di Tolosa. Il nostro impegno sarà sempre quello di valorizzare le comuni radici culturali e valoriali e, anche attraverso il prezioso supporto dell’AF, ci impegneremo ad invitare a Bologna l’ambasciatore francese all’interno della prossima edizione di incontri sulla cittadinanza europea “L’Europa viene da te”.

Buon compleanno AF! 🇫🇷🇫🇷



10 Ottobre 2019

di Marco Lombardo

Taxi e sicurezza dei lavoratori notturni

foto di Marco Lombardo. L’ultima notizia di cronaca che riporta l'aggressione al tassista di ieri notte a Bologna mi preoccupa molto. E' il terzo episodio in pochi giorni e segnala un'escalation di violenza che bisogna fermare subito per garantire la sicurezza dei tassisti e la regolarità del servizio notturno di trasporto per i cittadini. Serve una risposta immediata per impedire che il carattere reiterato delle aggressioni ai tassisti possa creare un pericoloso effetto emulativo. Ignorare il problema di sicurezza per chi lavora di notte nelle realtà urbane è il primo modo per non risolverlo. Strumentalizzare gli episodi di cronaca per rappresentare Bologna, o alcuni suoi quartieri, come se fossimo a 'Sin City' non solo non risolve il problema, ma rischia di aumentare proprio l'effetto emulativo. Parliamo di cose concrete senza retorica. Per prima cosa bisognerebbe riconoscere la funzione pubblica del servizio di taxi (anche quando è gestito da imprese for profit e società cooperative) e consentirgli di svolgere in sicurezza il proprio lavoro. Poi, per rendersi conto della reale situazione di (in)sicurezza di chi lavora di notte credo che non farebbe male a politici ed amministratori locali accompagnare qualche volta i tassisti (o gli autisti di autobus notturni) durante lo svolgimento del loro turno di notte. Non solo sotto campagna elettorale.. Infine, credo che sarebbe opportuno firmare un protocollo di intesa tra amministrazione locale, prefettura e società di gestione del servizio di taxi per introdurre un sistema per garantire la sicurezza nei taxi attraverso l'ausilio di strumenti tecnologicamente avanzati. Non parliamo delle solite telecamere di video-sorveglianza. Stiamo parlando di un sistema di VEDR (Video Event Data Record) già sperimentato in altre città italiane ed europee per garantire, da un lato, la sicurezza dei tassisti in caso di aggressione, violenza o rapina, e, dall'altro, la sicurezza stradale dei cittadini attraverso la possibilità di ricostruire le dinamiche in caso di incidenti, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. 

16 Aprile 2016

di Marco Lombardo

GloBologna: la Russia sotto le Due Torri


Il 28 novembre, ho partecipato alla seconda puntata della nuova serie di GloBologna: i nuovi bolognesi sotto le Due Torri.

Il progetto è una idea nata dalla collaborazione con la associazione culturale Geopolis di Bologna, alla quale hanno aderito, oltre al Comune di Bologna, l'Università di Bologna, il Centro Interculturale Zonarelli e da questa edizione anche la Regione Emilia Romagna.

GloBologna ha come obiettivo quello di conoscersi e fare conoscere le principali comunità straniere presenti nella nostra città, partendo dalla analisi geopolitica del Paese di provenienza delle comunità straniere bolognesi, diramando attraverso l'arte, la cultura e il cibo, i principali tratti storici e culturali e le bellezze dei Paesi di origine.

Solo attraverso la curiosità e l'incontro delle diversità è possibile realizzare e sviluppare un processo di integrazione strutturato e condiviso.

Inoltre, tali momenti di confronto con i protagonisti della diaspora dei tanti e dinamici Paesi presenti a Bologna, rappresentano un grande valore civico per l'amministrazione di Bologna, in quanto permette a noi istituzioni di comprendere, direttamente dai protagonisti della città, come poter migliorare e attraverso quali strumenti, la vita della nostre comunità.

Riuscendo così a intercettare e risolvere i loro problemi e impegnandoci a soddisfare i bisogni, per contribuire alla realizzazione di una sempre più incisiva e condivisa integrazione

In questo secondo episodio di GloBologna, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la giovane e dinamica comunità russa di Bologna.

Oltre ad acquisire le principali direttrici geopolitiche, storiche ed i costanti rapporti accademici fra la nostra Università e la Russia, grazie ai contributi di Pietro Figuera di Limes Rivista Italiana di Geopolitica e del Prof. Stefano Bianchini, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere le interessanti storie di successo e di integrazione di tre realtà rappresentate da altrettante determinate e consapevoli donne russe.

Anastasia Lomovtseva, ci ha parlato della sua esperienza di giornalista russa in Italia per la rivista "Living Italy" e di come gli italiani vengono visti e percepiti dalla grande madre Russia e del suo grande amore per Bologna, che è diventata la sua casa ed i suoi affetti.

Uliana Kovaleva, produttrice cinematografica che dal 2002 partecipa alla co-produzione di film tra Italia e Russia e del Festiva del Cinema Russo in Italia, in diretta telefonica da Mosca, ci ha raccontato dell'interesse e delle reciproche influenze fra il cinema russo e quello italiano.

Yaroslava Chevdar, presidente della associazione Cheburashka, ci ha illustrato le straordinarie attività didattiche, culturali e ludiche che l'associazione svolge con i bambini di origine russa nati a Bologna, nell'insegnare la lingua russa per non disperdere il grande patrimonio culturale che la conoscenza della lingua è capace di generare, soprattutto per una comunità come è quella russa.

Incontro, cultura e voglia di costruire e condividere percorsi insieme, uniti nelle diversità e integrati nella nostra accogliente Bologna.

Questa è GloBologna e questa è Bologna, la città per la quale quotidianamente lavoriamo per risolvere i problemi e per la quale ci impegniamo a migliorare.

3 Dicembre 2019

di Marco Lombardo

La Summer School di IdemLab (17-18 luglio)

Il 17-18 luglio si svolgerà la Summer School di IdemLab nello splendido contesto di Ca' la Ghironda (Zola Predosa, a pochi minuti da Bologna). Quando nel Maggio del 2015 sono stato nominato Direttore della Fondazione IdemLab, l'evoluzione di 'Democratica' fondata da Walter Veltroni, mi sono preso l'impegno di lavorare insieme al Presidente della Fondazione, Salvatore Vassallo, per organizzare a Bologna un momento di confronto e riflessione con alcuni dei protagonisti della politica italiana. La Summer School è pensata come un (e-)laboratorio del pensiero riformista. Sarà il tema delle riforme il filo conduttore delle due giornate di incontri. Le riforme concluse, quelle appena iniziate, quelle ancora da fare. Riforme nelle pubbliche amministrazioni (cfr. spending review), nelle politiche nazionali (cfr. istituzioni, lavoro, economia, scuola, europa, diritti, sicurezza), nel Partito (cfr. primarie, partecipazione, forma-partito). Tanti e qualificati i relatori che interverranno: Lia Quartapelle, Ruth Hanau Santini, Alessandro Petretto, Enrico Morando, Patrizio Bianchi, Lia Montalti, Federico Testa, Francesco Sperandini, Salvatore Vassallo, Stefano Ceccanti, Francesco Clementi, Tomaso Giupponi, Filippo Taddei, Luigi Marattin, Davide Faraone, Francesca Puglisi, Lucia Serena Rossi, Roberto Gualtieri, Nathalie Tocci, Giorgio Tonini, Stefano Bonaccini, Marco Valbruzzi, Mattia Diletti. Leggi qui il programma completo. L'ingresso è aperto a tutti, salvo esaurimento dei posti disponibili. [caption id="attachment_2138" align="alignleft" width="773"]www.idemlab.org www.idemlab.org[/caption]                   Ora aspettiamo solo voi!

10 Luglio 2015

di Marco Lombardo
© Marco Lombardo 2016