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CAR@ EUROP@ – Strasburgo, 17 febbraio 2012

di Marco Lombardo

Strasburgo, 17 febbraio 2012

Car@ Europ@,

forse in pochi se ne sono davvero resi conto, ma l’altro ieri è accaduto qualcosa di davvero straordinario.

'Dentro una stella' Copyright Paolo Savelli

Del resto, anche nella rigidità dell’inverno alsaziano si percepiva una strana elettricità nell’aria. Mi riferisco all’insolita audizione di un Capo di governo a Strasburgo terminata con la standing ovation dei parlamentari europei. Come fosse il tributo di una star in concerto dopo aver cavalcato il proscenio con successo.

In fondo, sono passati solo pochi anni dall’ultimo discorso di un capo di governo italiano davanti al Parlamento europeo. Ti ricordi? In realtà, ci hanno provato anche stavolta a rovinare l’immagine dell’Italia in Europa. Basta sentire l’intervento di Speroni e le grida sguaiate dai banchi della Lega. Oppure il gustoso siparietto con quel deputato inglese che ha manifestato dal banco il suo dissenso verso l’idea degli Stati Uniti d’Europa ed è stato bacchettato sulle mani dal maestro come fosse il discolo della classe.

Già. Sono passati pochi anni, ma sembra un secolo fa. Ora siamo tornati ad essere l’avanguardia della locomotiva europea, nel posto che ci compete. Del resto, fa un certo effetto vedere l’insultato di allora sedere allo scranno principale del PE ad ascoltare con attenzione. La storia a volte chiude il suo cerchio.

Altre volte pero’ rischia di avvitarsi su se stessa. Monti ha ricordato che non ci sono buoni e cattivi. Che l’Europa è nata per unire e che l’euro non deve disintegrare. Che la crescita deve coniugarsi al rigore. Che la disciplina del bilancio deve correre parallelamente ad un’azione comune per la crescita. Tutto giusto. Tutto vero. Ma non riesco a rallegrarmi del tutto. Penso ancora al principio (ed al dovere) di solidarietà. Penso ai greci. E quando penso a loro, penso a noi cittadini europei.

Si dice che la forza di una catena si misuri attraverso il grado di resistenza del suo anello più debole. Questo principio vale anche per misurare la giustizia sociale di un modello di integrazione. Car@ Europ@, vorrei che nel dibattito pubblico europeo l’uomo tornasse ad essere l’epicentro della tua azione. Perché la solidarietà può unire i popoli europei più di quanto la moneta non possa unire gli Stati. Questo non dimentichiamolo mai. Ad maiora.

Marco

 

30 maggio 2012

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