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 CAR@ EUROP@ – Budapest, 9 marzo 2012

di Marco Lombardo

Budapest, 9 marzo 2012

Car@ Europ@,

'Dentro una stella' Copyright Paolo Sacelli

dove sei? Il mondo vive una fase di intensa fibrillazione internazionale, ma il Tuo silienzio è sempre più assordante. Tra India e Italia ormai c’è un braccio di ferro sulla questione dei marò. Tra Israele ed Iran soffiano forti nuovi venti di guerra. In Siria c’è un regime che soffoca nel sangue il grido di libertà del suo popolo. In Russia c’è una democrazia autoritaria che ripete i suoi riti impolverati con una teatralità da basso impero. E qui da noi, in Ungheria, il governo continua beffardamente a calpestare i diritti ed i valori su cui poggia la costruzione del Tuo sogno. Senza dimenticare i ‘conflitti dimenticati’, i tanti, troppi, piccoli focolai che rimangono accesi come braceri sotto le cui ceneri covano l’odio e la vendetta negli occhi delle nuove generazioni.

 

In tutto questo, car@ Europ@, dove sei? Avremmo bisogno di Te, tanto quanto Tu avresti bisogno di noi, i Tuoi cittadini europei. No. Non può limitarsi l’Alto Rappresentante, Catherine Ashton, a blande prese di posizioni, a dichiarazioni di intenti, a promesse di azioni future.

No. Non può limitarsi il Presidente della Commissione, José Manuel Barroso, al ruolo di gran cerimoniere nelle cene tra i capi di Stato. Il PE sembra l’unica istituzione che dice qualcosa in Tuo nome, ma la sua voce è ancora troppo flebile e canta fuori dal coro, lontano dal palco mediatico dei riflettori che si accendono solo per i vertici del Consiglio europeo.

No. Non ci si può limitare a costernarsi, indignarsi, impegnarsi e gettar la spugna. Non con dignità, tra l’altro.

Se le nostre economie si sono progressivamente allineate, con gli indici di borse nazionali che ormai si muovono in sincrono al rialzo e al ribasso come le lancette di un orologio svizzero, non possiamo limitarci ad affrontare la sfida dello spread economico. C’è lo spread dei diritti, lo spread della giustizia sociale, lo spread della libertà. No. Non è questa l’Europa che avevano in mente i Padri fondatori. Tutto questo noi lo sappiamo bene. E presto lo faremo sentire.

Tuo cittadino europeo

 

30 maggio 2012

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