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Car@ Europ@ – Berlino Ovest, 4 Novembre 1980.

di Marco Lombardo

Berlino Ovest, 4 Novembre 1980

Car@ Europ@,

'Dentro una stella' - Copyright di Paolo Savelli

ti scrivo dai sobborghi di Berlino-ovest per raccontarti le paure che ho raccolto in questi giorni ed affidarti le mie speranze. Da qualche settimana mi capita di trascorrere la mia pausa pranzo sulle banchine della stazione di Berlin-Wannsee e di imbattermi in un’umanità dolente che si ostina a non volersi rassegnare. L’atro giorno ho incontrato Jacek che arrivava da Katowise, la capitale della Slesia, l’ultima città polacca dove sostano i treni diretti in Occidente. Jacek mi diceva che gli operai che lavorano negli altiforni e nelle acciaierie presto saranno pronti a difendere la loro libertà per rifiutare la legge marziale senza paura di affrontare la repressone del potere militare. Mentre mi parlava io notavo che si guardava spesso i palmi delle mani e quando inspirava lo faceva in modo profondo come se volesse raccogliere nel proprio animo il coraggio del vento.. Poi ho incontrato Paolo, giovane studente del Nord-Italia salito in Germania per incontrare amici con cui condividere lo spirito del federalismo europeo. Mentre sbocconcellavo il mio pranzo, lui si esercitava a ripetere a memoria interi passi del manifesto di Ventotene come i preti che recitano i salmi nelle messe. Lui dice che l’Europa si farà, nonostante le resistenze degli Stati nazionali. Avrei avuto dubbi da avanzare alle sue tesi, ma non me la sentivo proprio di contraddire il mare di passione ed il suo moto di speranza.. L’altro giorno poi ho rivisto Giorgio che vive ormai da 5 anni a Berlino-ovest: lavora come pizzaiolo lungo la Simon Dach Strasse perché vuole mettere da parte un po’ di soldi per tornare in Italia e fare l’università: vuole fare l’avvocato. Qualche volta lo puoi ritrovare che studia di notte dentro i tavoli vuoti della pizzeria. Se gli guardi le mani ruvide vedi che trasudano fatica e se lo guardi negli occhi puoi scorgere un animo gentile. Giorgio non sopporta il sorriso della polizia tedesca quando gli controllano il passaporto e dopo aver visto che viene dal Sud d’Italia gli chiedono: ‘Pizzaverkäufer ?’. Mentre te lo racconta gli si accende un guizzo negli occhi che segnala la sua fame di riscatto: sembra odio morso d’amore che ormai resta depositato nel  fondo dell’anima.. E poi c’è Nina, la mia amica attrice che si esibisce al teatro di Schaubühne. L’altro giorno è arrivata in stazione trafelata e sorridente per mostrarmi il suo vestito nuovo da sfoggiare per il ritorno del suo Karl che vive a Berlino-est. Ormai sono anni che aspettano il permesso per il trasferimento di Karl, ma Nina ti risponde risoluta che se un muro non ferma l’aria, non può fermare nemmeno il loro amore..

Cara Europa, vorrei tanto che Paolo avesse ragione. Se tu fossi vera forse Jacek vivrebbe in un Paese più libero; forse Giorgio sarebbe più sereno e Nina e Karl potrebbe vivere felici insieme. Così, mentre resto con la testa tra le mie mani sulla banchina gelata di Berlin-Wannsee , leggo la prima pagina del Der Spiegel dove c’è scritto che la Grecia sta per entrare in Europa.

Penso alla Grecia. Ripenso alla lotta di Alekos Panagulis e un sorriso mi affiora sulle labbra. Forse oggi non mi sembra poi così difficile abbattere quel muro.

Oggi anche casa mia sembra meno lontana…

Con affetto,

Tuo futuro cittadino europeo

30 maggio 2012

© Marco Lombardo 2016